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Processo Maradona, ancora tensione in aula: la figlia Giannina vede le foto dell’autopsia e piange. Scontro con il neurochirurgo

Il clima era già diventato molto teso il giorno precedente, quando anche Verónica Ojeda aveva attaccato verbalmente Luque in aula. In quell’occasione il neurochirurgo aveva fatto ascoltare una registrazione audio che, secondo la sua ricostruzione, ritraeva Maradona in stato di ebbrezza
Processo Maradona, ancora tensione in aula: la figlia Giannina vede le foto dell’autopsia e piange. Scontro con il neurochirurgo
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Altri momenti di forte tensione nel corso del secondo processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Questa volta durante la decima udienza, quando in tribunale sono state proiettate le fotografie dell’autopsia dell’ex fuoriclasse argentino. Le immagini, mostrate dal neurochirurgo Leopoldo Luque, hanno scatenato la reazione di Gianinna Maradona, che è scoppiata a piangere arrivando a un acceso scontro verbale con il medico, come già era successo ad aprile. La situazione ha costretto i giudici a interrompere temporaneamente l’udienza.

Il clima era già diventato molto teso il giorno precedente, quando anche Verónica Ojeda aveva attaccato verbalmente Luque in aula. In quell’occasione il neurochirurgo aveva fatto ascoltare una registrazione audio che, secondo la sua ricostruzione, ritraeva Maradona in stato di ebbrezza, lasciando intendere che anche la famiglia avesse avuto responsabilità nel peggioramento delle condizioni dell’ex calciatore.

Al termine della decima udienza, Gianinna Maradona ha espresso il proprio sfogo sui social network. Attraverso alcuni messaggi pubblicati su Instagram, la figlia dell’ex capitano argentino ha rivolto accuse molto dure a Luque, descrivendolo come una persona “priva di empatia, di cuore e di scrupoli”. In un altro post ha condiviso una foto insieme al padre, promettendo di andare avanti nella battaglia per ottenere giustizia.

Tra le udienze più significative c’è stata anche quella del 4 maggio, durante la quale gli esperti forensi hanno sostenuto che Maradona non sarebbe morto all’improvviso, ma al termine di un’agonia durata fino a dodici ore. I medici legali hanno descritto un quadro clinico gravissimo, caratterizzato da edema generalizzato, cirrosi epatica, danni renali e coaguli nelle cavità cardiache, interpretati come segnali di un lento scompenso cardiaco.

Particolarmente rilevante anche la deposizione del dottor Mario Schiter, storico medico che seguì Maradona durante il periodo di riabilitazione a Cuba. Dopo quasi sei ore di testimonianza, Schiter ha aggravato la posizione di Luque, sostenendo che spettasse proprio al neurochirurgo decidere la frequenza dei controlli infermieristici durante la degenza domiciliare dell’ex campione. Il medico ha inoltre dichiarato di aver sconsigliato, insieme ad altri specialisti, il trasferimento di Maradona in una struttura privata, scelta che — secondo la sua versione — sarebbe stata ignorata sia da Luque sia dalla psichiatra Agustina Cosachov.

Il procedimento è ripartito il 14 aprile dopo l’annullamento del primo dibattimento ed è stato ora affidato ai giudici Alberto Gaig, Alberto Ortolani e Pablo Rolón del Tribunale Penale Orale n. 7 di San Isidro. Il processo precedente era stato dichiarato nullo in seguito allo scandalo che aveva coinvolto l’ex giudice Julieta Makintach, accusata di aver partecipato a un documentario dedicato al caso mentre era alla guida del tribunale.

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