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Ultimo aggiornamento: 14:06

“Quando non puoi più nascondere tutto, rendi tutto quasi pubblico”: il numero speciale di MillenniuM sugli Epstein Files al Salone del libro con Peter Gomez e Martina Castigliani

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“Quando non puoi più nascondere tutto, rendi tutto quasi pubblico”. Peter Gomez parte da qui per raccontare il paradosso degli Epstein files: milioni di documenti, mail, immagini e contatti disponibili online, ma così vasti da diventare quasi impraticabili. Al Salone del Libro di Torino, nell’incontro dedicato al numero speciale del mensile MillenniuM su “Epstein files – Sesso, ricatti e geopolitica – curato dai capiredattori Mario Portanova ed Edoardo Novella – Gomez con la giornalista del Fatto Quotidiano Martina Castigliani spiegano il lavoro fatto per trasformare quella massa indistinta in un dizionario del potere: nomi, luoghi, relazioni, riscontri.

Lo scandalo Epstein è una vicenda di abuso, ricatto e impunità dentro le élite globali. Castigliani parla di “un’alleanza tra uomini bianchi” fondata sul potere e sulla “schiavitù sessuale” di ragazze spesso minorenni. E insiste sul punto che precede ogni lettura geopolitica: giovani donne che hanno denunciato violenze per anni senza essere credute. La prima denuncia, ricorda, è del 1996 e porta i nomi delle sorelle Farmer.

Per Gomez gli Epstein files raccontano un pezzo di “post-democrazia“: parlamenti, governi e procedure restano in piedi, ma molte decisioni si spostano altrove, tra finanza, istituzioni sovranazionali, servizi e relazioni informali. Nel racconto entrano Donald Trump, Bill Clinton, l’ex premier israeliano Ehud Barak, le ombre del Mossad, Wall Street. “Non una Spectre“, precisa Gomez, “ma un circolo ristretto di persone che frequentano le stesse scuole, gli stessi salotti, gli stessi circuiti di potere“. Il ricatto – aggiunge il direttore del fattoquotidiano.it e di MillenniuM – non ha sempre bisogno di essere pronunciato: “Io so che tu sai che io so”. Castigliani riporta la questione alla sua base materiale. Se persone con ruoli politici, economici o finanziari sanno di violenze sessuali, anche su minorenni, e non denunciano, non siamo più davanti a fatti privati: siamo davanti a un fatto pubblico.

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