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Tutte le prove dell’esistenza di Dio? Le trovate su “MillenniuM”

Il nuovo numero del mensile diretto da Peter Gomez ripercorre "la più gigantesca inchiesta umana, mai terminata". E racconta il paradosso di come le più recenti scoperte scientifiche rimettano in gioco fede e spiritualità. Il colloquio fra Piergiorgio Odifreddi e Jacopo Fo, l'intervista all'imprenditore-teologo Olivier Bonnassies, le opinioni di scienziati e divulgatori come Telmo Pievani e Francesco Sylos Labini
Tutte le prove dell’esistenza di Dio? Le trovate su “MillenniuM”
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È “la più gigantesca inchiesta umana, mai terminata”. MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, dedica il nuovo numero alle prove dell’esistenza di Dio. Partendo da un paradosso: in quest’epoca tecnologica e materialistica il dibattito è delegato agli “addetti ai lavori”, ma proprio le scoperte scientifiche più avanzate fanno rientrare Dio dalla finestra. Teoria del Big Bang, meccanica quantistica, studi sull’origine della vita sulla Terra mettono in discussione le certezze deterministiche, aprono scenari imperscrutabili con gli strumenti e con le conoscenze attuali. E, appunto, aprono strade nuove per antiche discussioni filosofiche e religiose.

Nel numero da venerdi 15 maggio in libreria (trova qui la più comoda per te) e negli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Unilibro, Libreria Universitaria, Hoepli), sull’eterno dibattito fra scienza e fede si esercitano, in un colto e spiritoso rimpallo, Jacopo Fo e Piergiorgio Odifreddi. Martina Castigliani intervista l’imprenditore-teologo Olivier Bonnassies, coautore del best seller “Dio. La Scienza. Le prove” (firmato con Michelle- Yves Bolloré, fratello del famoso finanziere Vincent), dove appunto vengono portate presunte prove “scientifiche” basate per esempio sul Big Bang (il momento di circa 13 miliardi di anni fa in cui si formarono non solo la materia e lo spazio ma, come intuì Einstein, anche il tempo) e sulla “regolazione fine” (né l’universo né la vita sarebbero stati possibili se alcuni parametri iniziali fossero stati differenti anche in misura infinitesimale).

Mentre Fabrizio d’Esposito tratteggia la “gigantesca inchiesta” umana su Dio da Platone a Heidegger, Laura Margottini dà voce a scienziati e divulgatori – come Telmo Pievani e Francesco Sylos Labini – su limiti della scienza e conseguenti letture metafisiche. Intanto Ettore Boffano ed Eleonora Bianchini ci portano dentro una scelta di fede estrema, quella della clausura.

Esaurito – si fa per dire – il tema di copertina, MillenniuM torna coi piedi per terra, con un bellissimo colloquio fra lo scrittore giramondo Lawrence Osborne e il nostro Nanni Delbecchi. E ancora, due reportage italiani: uno da Ponte, il paese in provincia di Benevento assediato dai cantieri delle grandi opere, di Valentina Barile e Manuel Dorati; l’altro da Voghera, in provincia di Pavia, da dove Antonio Armano descrive la mesta decadenza di una cittadina del Nord, partendo da un suo illustre cittadino, lo scrittore Alberto Arbasino. Ultima segnalazione, un Portfolio fotografico tutto declinato al femminile. Anche se non è il numero di marzo.

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