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Caso Lucia Raso, la 37enne morì cadendo dalla finestra. La famiglia: “Fu spinta” e si oppone all’archiviazione

Il consulente della famiglia Luca Scarselli esclude la caduta accidentale. Dopo cinque anni la famiglia della ragazza chiede giustizia
Caso Lucia Raso, la 37enne morì cadendo dalla finestra. La famiglia: “Fu spinta” e si oppone all’archiviazione
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Il 13 maggio si deciderà sull’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Lucia Raso – la 37enne morta il 24 novembre 2020 precipitando dalla finestra della camera del suo compagno di 34 anni Christian Treo a Lundshut in Baviera – che si è opposta per tre volte all’archiviazione della vicenda. Secondo il consulente di parte Luca Scarselli, la morte della ragazza non è riconducibile a una caduta accidentale ma a una forza esterna che l’ha spinta dalla finestra.

Nella relazione, depositata dalla famiglia Raso assistita dall’avvocato Enrico Bastianello, Scarselli ha illustrato due piste possibili. Il primo scenario fa effettivamente riferimento a una fatalità e si sposa con quanto descritto dal compagno che al momento è l’unico indagato: Lucia Raso era sul davanzale a gattoni e un certo punto ha perso l’appoggio sulle braccia scivolando sulla verticale.

“Tale traiettoria però – ha scritto Scarselli nella perizia – non è compatibile con la posizione di quiete assunta dal corpo e con la mancata interferenza con il marcapiano sporgente. Ne deriva come la testimonianza del Treo, che era l’unico presente nella camera insieme a Lucia, non sia attendibile”. La seconda ipotesi è che la ragazza fosse seduta sul davanzale con le spalle rivolte all’esterno e, secondo l’esperto, “in questa configurazione non è ipotizzabile una spinta autoindotta”.

La famiglia della vittima ha poi riferito un litigio – raccontato dai coinquilini della coppia – avvenuto quattro minuti prima la caduta dalla finestra: “Era uscita per andare da un ragazzo – hanno detto i coinquilini – Treo, quando l’ha scoperto, era agitato e arrabbiato. Aveva alzato la voce nei confronti della compagna”.

“Voglio sapere che cosa è successo a mia figlia in quei minuti – ha detto al Corriere della Sera la mamma Maria Xenia Sonato – Noi quella notte non siamo nemmeno stati avvisati. I coinquilini andavano sentiti subito. Dopo cinque anni non immaginavamo di essere ancora in una fase di indagini preliminari. Sono stanca. Lucia merita giustizia e chiarezza”.

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