Stanno raccogliendo migliaia di commenti e accuse di razzismo i video diffusi sui social che immortalano un arresto per resistenza a pubblico ufficiale avvenuto a Milano, sabato 9 maggio, davanti al ristorante di cucina senegalese Baobab, in zona Lima. L’uomo fermato si chiama Diala Kante, è un orafo italiano originario del Senegal. In un’intervista pubblicata su Facebook da Selena Peroly, il 43enne ha raccontato di essere andato al ristorante con i suoi figli una volta uscito dal lavoro. “Quando sono arrivato gli agenti erano già li davanti. Ho chiesto perché venissero sempre in quel ristorante a fare i controlli e non in altri locali. Mi hanno chiesto il documento, gliel’ho dato e nel frattempo mi sono rivolto a un altro poliziotto”. “Gli ho detto che ce l’aveva con i neri, per il suo comportamento e per le parole che usava. Parole molto forti”.
Si scatena una discussione. “Un poliziotto mi ha messo le manette. Io mi sono girato chiedendo cosa stava facendo. Mi hanno spinto, in cinque mi hanno messo a terra“. Nel video si vedono alcune fasi dell’arresto, con Kante tenuto a terra da diversi agenti e tutto intorno persone che urlano, il figlio che piange, e altri che filmano la scena. Kante è stato poi portato in questura, dove è rimasto 12 ore. “Mi hanno detto che ho fatto resistenza, ma non è vero, ho solo parlato. Non ho il diritto a esprimermi? Mi hanno trattenuto dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Mi hanno chiesto poi di firmare un verbale, ma non l’ho fatto perché non c’erano scritte cose non vere”.
Il video è stato condiviso anche da Soumaila Diawara, scrittore e attivista originario del Mali. “Come si può chiedere il permesso di soggiorno a un cittadino italiano, quando sulla carta d’identità è già indicata la cittadinanza? Ditemi che questo non è razzismo” è l’accusa. “Nel video, fortunatamente girato da alcune persone presenti dopo l’ordine di arrestarlo senza apparente motivo, si vede invece che il ragazzo si comporta in modo corretto e non mostra alcuna forma di aggressività. Il suo unico gesto è stato chiedere spiegazioni per le parole offensive ricevute. Nonostante ciò, sarebbe stato immobilizzato e accusato di resistenza a pubblico ufficiale. È davvero possibile ritenere normale un comportamento simile da parte delle forze dell’ordine?”
A Fanpage la questura di Milano ha fatto sapere di aver visionato i filmati e di aver avviato accertamenti per approfondire la vicenda.