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Cicciolina: “Con il pitone ci lavoravo, ma era soprattutto una cosa dolce. Avevo anche un camaleonte che si chiamava Giorgio. D’inverno lo portavo dentro il maglione, vicino al seno, così stava al caldo”

L'ex diva hard tra animali, libertà e le visioni notturne di un angelo protettore

di Redazione FqMagazine
Cicciolina: “Con il pitone ci lavoravo, ma era soprattutto una cosa dolce. Avevo anche un camaleonte che si chiamava Giorgio. D’inverno lo portavo dentro il maglione, vicino al seno, così stava al caldo”

“Sono una missionaria dell’amore. Era così che mi sentivo”. Parola di Cicciolina, al secolo Ilona Staller, una delle regine più iconiche del mondo a luci rosse. Ma forse non tutti sanno che l’ex diva hard ha una grande passione per gli animali e le piante. Lo confessa in una intervista dallo Speciale Interni su Rolling Stone. Nella sua grande casa al momento ci sono sei gatti Persiani Chinchilla, “c’è stato un periodo in cui sono arrivata ad avere ventisei gatti”, poi “ho avuto anche cani: Yorkshire Terrier, un American Bully, un Pitbull”.

E il famigerato pitone, diventato un vero e proprio simbolo sessuale legato alla immagine sexy di Cicciolina. “Tutti parlano sempre in modo così noioso del pitone, sempre con lo stesso tono scandalizzato. Ma io gli volevo molto bene – ha detto – (…) Non sono ornamenti. Sono relazioni. Anche il pitone: sì, ci lavoravo, ma era soprattutto una cosa dolce. Cantavo con il pitone intorno al collo, sul corpo. Niente di scandaloso, nonostante quello che scrivevano. Niente di perverso. Era teatro, tutto qui”.

Animalista convinta e promotrice della libertà come ‘must’ assoluto: “Non ho mai giudicato nessuno per quello che è. Ho sempre avuto amici di ogni tipo. Gay, lesbiche, tutti. Non ho mai capito perché una persona debba condannarne un’altra per questo. Siamo tutti uguali su questa terra”.

Infine una curiosità, l’ex attrice hard è convinta di avere un angelo che la protegge: “Un giorno mi sono svegliata all’alba, mi sono seduta sul letto e ho visto una forma grigia, tremolante, attraversare la stanza e uscire dalla finestra, anche se la porta era chiusa. Un’altra mattina mi sono svegliata perché ho sentito la mano di una donna accarezzarmi il viso. Vivo sola, quindi non c’era nessuno. Ma non mi ha fatto paura, era dolce”.

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