Parlami in pancia
di Elisa Mazzioli
Illustratrice Silvia Pertile
Editore Il Leone Verde Piccoli, Età di lettura: da 3 anni.
Maggio è il mese della mamma, tutto inizia a fiorire e a prepararsi al profumo e ai suoni della primavera, ad una nuova stagione e a nuove vite. La mamma è l’emblema dell’origine della vita, la persona che attraverso il suo corpo genera una vita. Il legame madre-figlio è sempre stato, sin dai tempi antichi, un legame ancestrale simbiotico, basti pensare che il feto, fin dai primi mesi, inizia a percepire il mondo, già a 8 settimane, attraverso le vibrazioni del corpo materno: dal battito del cuore ai rumori dello stomaco che, una volta sviluppati i sensi, diventano suoni.
E’ scientificamente approvato che l’udito è proprio uno dei primi sensi che il feto sviluppa. Riconosce la voce della mamma prima e post nascita e la sua voce, durante la gravidanza, assume un effetto calmante. Il feto, insomma, percepisce attraverso la mamma ogni sensazione, ogni vibrazione, ogni emozione: dalla gioia alla tristezza, dall’ansia alla felicità, dal rilassamento all’ agitazione. “Parlami in pancia” è un libro sensoriale, un viaggio illustrato per genitori in attesa, scritto da Elisa Mazzoli, scrittrice, narratrice, consulente editoriale, formatrice nell’ambito della letteratura per l’infanzia. L’autrice, attraverso questo volume, da origine ad un legame sonoro che si istaura tra madre figlio, durante la gravidanza, e non solo.
Sfogliando le pagine di questo libro, si possono leggere poesie e filastrocche pensate per esser lette al pancione dalla mamma, ma anche coinvolgendo il resto della famiglia, per creare l’inizio di un legame basato sulla cura del futuro bebè. Il punto di forza di questo libro è quello di favorire un legame pre-natale attraverso questa raccolta di suoni accompagnati da onomatopee che richiamano la lallazione del neonato. E’ importante non minimizzare questa esperienza sensoriale, a partire dal papà e a seguire al resto dei familiari, come fratello, sorella, nonni, zii; occorre perciò che si crei un valore aggiunto e positivo per instaurare un legame sottile e delicato con il feto. All’interno del volume ci sono delle filastrocche che ognuno può leggere quando e come vuole al pancione.
Ad accompagnare questo viaggio sensoriale le vivaci illustrazioni di Silvia Pertile, illustrazioni fatte a mano per rendere più naturale e coinvolgente la lettura. Un’idea regalo perfetta per le future mamme, edito da Il Leone Verde Edizioni, per celebrare il miracolo dell’attesa e della nascita. Da vari studi scientifici è stato dimostrato che parlare, raccontare, cantare al bambino durante il periodo prenatale, arricchisce la sua vita intrauterina attraverso uno sviluppo cognitivo, uditivo ed emotivo. Successivamente, post nascita, questo gli permetterà di riconoscere le voci, creando intorno a lui un ambiente familiare e sereno.
Un viaggio – intervista con l’autrice Elisa Mazzoli per addentrarci meglio in questa esperienza:
Quant’è importante il suono della voce sin dai primi momenti della gravidanza?
Per il piccolo, inizialmente, sono solo onde e vibrazioni. Credo che nei primi momenti della gravidanza il suono della voce di chi aspetta un bambino cambi rispetto a prima che la vita arrivasse. Cambia il colore, il tono e l’intenzione. Si fa spazio all’attesa, alla meraviglia, all’accoglienza e alla tenerezza. Da un certo punto in poi, non sappiamo esattamente quale ma le ricerche scientifiche ci danno dati significativi (per l’udito siamo a 24-27 settimane), la voce comincia a essere percepita da chi cresce nel ventre insieme al battito del cuore, la sinfonia dell’apparato digerente, i rumori delle acque che cullano plasmati dai movimenti della mamma.
Cosa determina il canto per la mamma e il bimbo in grembo?
Il nascituro è estremamente interessato al suono della voce di chi lo ama! Lo dicono gli esperti: parlare e cantare per lui o per lei è una garanzia di tranquillità, una conferma, un grandissimo allenamento alla nascita e alla vita. I piccini a cui si parla, si canta e si racconta in grembo sono più forti a livello neuronale e muscolare, persino più agili e forti al momento della nascita!
Perché è importante coinvolgere anche altre figure familiari, come il papà, zii e nonni in questo percorso di suoni?
La famiglia, i parenti e gli amici più stretti fanno parte della vita da subito. Le voci di ciascuno sono diverse e il fatto che il bambino dal grembo le possa conoscere sarà la promessa di un riconoscimento immediato una volta che sarà nato. A questo si aggiunge tutta una serie di benefici per il suo sviluppo armonico e per il benessere di ogni membro della famiglia che accoglie la nuova vita.
Come sono nate le poesie e le filastrocche di questo libro?
La modalità è nata durante la mia quarta gravidanza: ognuno dei miei figli raccontava al nascituro la propria filastrocca o cantava la propria canzone. Ho chiesto a ogni familiare di farlo costantemente con voce chiara e forte vicino alla mia pancia, ed è stato meraviglioso osservare lo sguardo del piccino che, dopo la nascita, riconosceva le voci. Nel libro, per ogni figura che accoglie (mamma, papà, fratello, sorella, nonno, nonna, zii e amici) propongo due testi: il primo è più poetico e legato alle riflessioni esistenziali della voce che accoglie, mentre il secondo è una filastrocca da raccontare ai bambini, sia a quelli “in pancia” che a quelli già nati. Le dita della formichina che cammina sul pancione della mamma cammineranno poi sul pancino del bambino, o sulle sue gambe o braccia.
Perché “viaggiare” con Parlami in pancia?
Innanzitutto, per chi aspetta. Le meravigliose illustrazioni di Silvia Pertile propongono un viaggio che resta nel cuore e nella mente. Le poesie sono carezze e incoraggiamenti per chi aspetta, le filastrocche sono strumenti di benessere e nutrimento emotivo e cognitivo per chi arriva. Il libro sta passando di mano in mano e di voce in pancia come dono di amicizia, di affetto e di amore in un passaggio indimenticabile del cammino della vita, e il viaggio è di tutti, non solo della madre, ma anche di chi la ama, la protegge, la sostiene, e trepida per lei e per la vita che custodisce.