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Scommesse, condannato il direttore di Dillingernews.it: “Diffamò Zalewski facendosi portavoce dell’audio di Corona”

In un articolo del 2023 Luca Arnau aveva additato il centrocampista dell'Atalanta come "scommettitore" sulla base di quanto riferito da una fonte anonima a Fabrizio Corona
Scommesse, condannato il direttore di Dillingernews.it: “Diffamò Zalewski facendosi portavoce dell’audio di Corona”
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Guai a farsi “portavoce” degli “scoop” di Fabrizio Corona, senza verificarne il contenuto e rappresentarne al pubblico “l’incertezza”. È il senso della sentenza con cui a fine aprile il giudice del Tribunale di Roma Valeria Rosa Alonge ha condannato il direttore di Dillingernews.it, Luca Arnau, a 1.500 euro di multa per diffamazione ai danni del calciatore dell’Atalanta Nicola Zalewski. Il centrocampista italo-polacco aveva denunciato Arnau per un articolo pubblicato a ottobre del 2023, quando era ancora in forza alla Roma, sulla testata online riconducibile, in base a quanto testimoniato in aula da due società, inclusa la Atena srl, “per il 99% nella titolarità formale della madre di Fabrizio Corona e l’1% di Pes Francesca, legata per quanto noto a Fabrizio Corona”.

All’interno dell’articolo incriminato Zalewski veniva additato come uno scommettitore al pari di altri giocatori come l’allora juventino Niccolò Fagioli e Sandro Tonali del Newcastle e il compagno di squadra Nicolò Zaniolo, coinvolti in quei giorni in un’inchiesta della procura di Torino su una piattaforma informatica per il gioco illegale. Il tutto sulla scorta di un audio con la conversazione tra un’anonima “gola profonda” e l’ex re dei paparazzi Corona, firma di punta di Dillingernews. Lo stesso Corona che ha già annunciato per la prossima settimane nuove clamorose rivelazioni sull’inchiesta sugli arbitri di Serie A.

Zalewski, mai nemmeno indagato dai pm torinesi, aveva lamentato di aver dovuto rendere conto alla sua squadra dell’epoca, la Roma, e alla nazionale polacca delle accuse per quelle giocate, vietate ai calciatori professionisti. Il centrocampista 24enne, assistito dall’avvocato Federico Olivo, aveva aggiunto di aver dovuto fronteggiare “forti critiche e insulti” e di aver perso follower sui social. Nelle motivazioni della condanna di Arnau, appena depositate, si fa riferimento anche al “metodo Amadeus”, vale a dire la deliberata scelta di Corona di diffondere le informazioni in suo possesso “in modo parcellizzato” con l’obiettivo di “stimolare la curiosità del lettore e del pubblico”.

“Si noti che, come indicato dalla parte lesa senza smentita alcuna, è l’articolo a firma dell’imputato che per la prima volta accosta il nome di Nicola Zalewski al fenomeno del cosiddetto “calcio scommesse”.” Prosegue il giudice. “E’ l’articolo, che nel suo titolo e nel suo corpo, fa esplicito riferimento per la prima volta a tale calciatore in relazione a tale fenomeno, di fatto facendosi portavoce di quanto affermato da Fabrizio Corona sulla scorta di quanto a questi rivelato dalla propria ignota fonte, vale a dire che anche Zalewski era coinvolto nel calcio scommesse”. Il giudice parla quindi di un “contenuto chiaramente ‘sbilanciato‘ a favore della bontà dell’informazione (poi rivelatasi falsa, ndr) di cui la testata, con il pezzo in questione, ha inteso farsi portavoce”.

Sulla medesima vicenda è ancora aperto un procedimento, sempre per diffamazione, a carico di Corona, Valerio Staffelli e Antonio Ricci di Striscia la notizia, che è stato trasferito per competenza territoriale a Monza. Qui però tra le parti offese, oltre a Zalewski, compaiono anche altri calciatori come il romanista Stephan El Shaarawy e Nicolò Casale del Bologna, chiamati in causa da Corona – ingiustamente – durante l’intervista concessa al momento di ritirare il “Tapiro d’oro” di Staffelli.

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