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Flotilla, la denuncia di un attivista olandese: “I soldati israeliani mi hanno tolto i pantaloni e afferrato per i genitali”

Il racconto di Anas, della delegazione olandese della Global Sumud Flotilla: "Mi dicevano: 'Vediamo quanto sei resiliente'. Poi mi hanno scaraventato contro il muro"
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“Mi hanno perquisito. Mi hanno preso i pantaloni, mi hanno afferrato per i genitali e mi dicevano: ‘Vediamo quanto sei resiliente‘. Poi mi hanno scaraventato contro il muro”. A parlare è Anas, un attivista della delegazione olandese della Global Sumud Flotilla. Una denuncia di vessazioni e molestie subite da parte dei militari israeliani dopo l’abbordaggio della notte del 30 aprile, che si aggiunge ai tanti altri racconti degli attivisti coinvolti: maltrattati e picchiati, come dimostrano anche le immagini delle ferite sui loro volti e i loro corpi.

Anas, nel breve video postato sul profilo social della delegazione olandese della missione umanitaria per Gaza, racconta anche che, quando sono stati portati a bordo della nave israeliana, venivano fatti spostare anche di pochi metri senza un reale motivo, “solo per divertimento“, spiega. Israele ha sempre negato “torture” ma ha ammesso che sulla nave sono stati “costretti a usare la forza contro gli attivisti” ma solo “per sedare le proteste”. Le testimonianze e le foto delle ferite sembrano raccontare però un’altra storia.

“Ogni partecipante alla Flotilla ha vissuto un vero inferno per mano dei soldati israeliani. Questa è una di quelle storie orribili”, scrive la delegazione olandese sottolineando che “non è un caso isolato” e “questo è ciò che i palestinesi subiscono, ogni singolo giorno, da decenni”. “E ora – continua la Global Sumud Netherlands – gli occupanti si sentono liberi di farlo ai cittadini europei, ai cittadini olandesi, in acque internazionali. E i nostri leader politici non fanno nulla”. Per gli attivisti “questo non dovrebbe solo farci infuriare, ma dovrebbe spingerci all’azione! Indignazione. Proteste. Scioperi. Accampamenti. L’impunità di Israele – concludono – è andata troppo oltre, e ormai da troppo tempo!”.

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