Il mondo FQ

Flotilla, Thiago Ávila scrive alla figlia dal carcere israeliano: “Mi dispiace non essere a casa, ma vogliamo un mondo migliore”

La lettera destinata alla figlia che l'attivista brasiliano ha dettato al suo avvocato dal carcere israeliano dove si trova prigioniero
Flotilla, Thiago Ávila scrive alla figlia dal carcere israeliano: “Mi dispiace non essere a casa, ma vogliamo un mondo migliore”
Icona dei commenti Commenti

“Cara Teresa, mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento”. Inizia così la lettera che Thiago Ávila ha dettato al suo avvocato dal carcere israeliano dove si trova prigioniero. La destinataria è la sua bimba, Teresa. Thiago è uno dei volti più noti della Global Sumud Flotilla e insieme al palestinese con cittadinanza spagnola, Saif Abukeshek, si trova dietro le sbarre in Israele dopo l’abbordaggio della Marina di Tel Aviv in acque internazionali a poca distanza da Creta. Per loro il giudice ha disposto la detenzione in carcere almeno fino a martedì.

I due – da giorni in sciopero della fame – rischiano molto, come ha scritto l’inviato del Fatto a bordo della Flotilla Alessandro Mantovani. Thiago, di cittadinanza brasiliana, ha così voluto rivolgere un pensiero al figlia in una lettere postata sui social da Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla: “Purtroppo tuo padre, tua madre e tante persone in tutto il mondo hanno compreso il compito storico che abbiamo la responsabilità di portare a termine”, scrive.

Ricorda poi la tragica situazione dei palestinesi: “Oggi più di un milione di bambini stanno subendo un genocidio, vengono lasciati morire di fame, subiscono amputazioni senza anestesia e soffrono a causa di idee orribili e cariche di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo. Sono sicuro – continua – che ti manco moltissimo, e anche tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono terribilmente la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per vivere una vita di amore, felicità e gioia che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica”.

“Il tuo mondo – scrive Thiago alla figlia – sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te. Spero che un giorno tu possa capire che, proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio“.

“Ti prego – si legge nella lettera – di ricordare tuo padre come la persona che ti cantava e suonava la chitarra per farti addormentare. E quando crescerai, la tua mamma ti dirà anche che tuo padre era un rivoluzionario e che, anche di fronte alle persone più terribili al mondo — Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir — è rimasto saldo nella convinzione di costruire un mondo migliore”. Alla fine un appello: “Per favore, non dimenticare la Palestina! Con tutto il mio amore, Thiago Ávila”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione