Il desiderio di tornare a sentirsi bella dopo quattro gravidanze si è trasformato in un incubo per Angie Cozzolino, ospite di Caterina Balivo a La volta buona. La donna, residente in Sardegna, ha raccontato la sua esperienza con la chirurgia estetica dopo un intervento al seno costato 8mila euro: “Dopo quattro gravidanze volevo semplicemente riempire il seno”, spiega. Proprio per non allontanarsi dai figli, decide di affidarsi a un medico che operava a Cagliari: “Mi ero informata, non mi sono fermata al primo nome. Era un professionista, una clinica rinomata. Non sono andata all’estero o in posti low cost: volevo realizzare un sogno”.
Il primo intervento risale a tre anni fa. Inizialmente tutto sembra andare bene, tanto che Angie racconta il percorso anche sui social. Ma dopo quattro mesi qualcosa cambia: “Ho iniziato a capire che le cose non andavano. Quello che doveva essere una mastopessi in realtà è stata una mastoplastica additiva: mi hanno inserito una protesi molto grande, da 425 grammi, senza ancorarla sotto il muscolo. La protesi è scesa, si è dislocata e il capezzolo è rimasto troppo in alto. Non posso indossare costumi o magliette scollate. È una situazione che mi crea disagio continuo”.
Il medico decide quindi di operarla una seconda volta, questa volta eseguendo la mastopessi per cui Angie dice di aver pagato inizialmente: “Mi ha fatto un altro intervento, ma le cicatrici sono pesantissime, sia fisicamente che psicologicamente. Mi vergogno anche davanti a mio marito”. Alla richiesta di un terzo intervento, però, arriva un’ulteriore sorpresa: “Mi sono stati chiesti altri 5.000 euro. A quel punto mi sono fermata”. Angie decide così di rivolgersi a un altro specialista, che le consiglia subito un’azione legale: “Mi ha detto di andare da un medico legale e denunciare”.
Il processo
Da lì parte il percorso giudiziario, tuttora in corso: “Ho sostenuto perizie a mie spese, anche con l’assicurazione, e ho fatto una mediazione, sempre pagando io. Ma l’ho chiusa perché mi ridevano in faccia”.
Un episodio che l’ha segnata profondamente: “Mi sono spogliata davanti al medico, al suo avvocato e alla clinica, e mi è stato detto che era tutto fatto bene e che il problema era la mia età. Ma un medico dovrebbe anche dire quando un intervento non è adatto. L’altra cosa che voglio dire a gran voce è che io ho pagato la perizia di tasca mia a un medico legale di parte a Oristanio. L’assicurazione è scappatta, la mia perizia è sparita. Il mio legale non riesce più a reperirla. L’assicurazione non si è presentata alla mediazione. A livello di atti è una cosa gravissima. Oggi Angie continua la sua battaglia anche sui social: “Ci metto la faccia perché nessuna donna deve vergognarsi. Io non posso andare al mare da tre anni. Non me lo meritavo, e non lo merita nessuna donna”