Tra i sabotatori del Nord Stream c’era un’ex modella ucraina: chi è “Freya”
Tra i sabotatori dei gasdotti Nord Stream c’era una donna. Identificata con lo pseudonimo “Freya”, si tratterebbe – sostiene il giornalista del The Wall Street Journal, Bojan Pancevski – di un’ex modella porno ucraina. Nel suo libro, Pancevski sostiene di aver incontrato presunti autori e mandanti dell’operazione. Secondo il racconto, riporta il tabloid tedesco Bild, la donna avrebbe avuto un passato nel mondo delle riviste per adulti: da giovane frequentava la vita notturna di Kiev e lavorava occasionalmente come modella, posando anche per servizi fotografici provocanti. In uno scatto, finito sulla copertina di una rivista, appariva con un cappotto da capitano. In seguito, intorno ai vent’anni, avrebbe scoperto il proprio talento per le immersioni, sviluppando competenze che si sarebbero rivelate decisive anni dopo.
Il reclutamento di “Freya”
Sempre secondo questa versione, riporta ancora Bild, “Freya” sarebbe stata reclutata tramite contatti nel mondo subacqueo da un’unità ucraina d’élite, finanziata da privati e guidata da due veterani dell’intelligence. Alla proposta di partecipare a una missione contro il gasdotto russo-tedesco, avrebbe risposto senza esitazione, accettando il coinvolgimento. La donna avrebbe poi preso parte direttamente al sabotaggio, effettuando immersioni ripetute con circa 80 chilogrammi di equipaggiamento per collocare gli esplosivi sui gasdotti, affrontando condizioni meteo e operative estremamente difficili.
La sorpresa degli investigatori e i dubbi sull’identità
Il giornalista la descrive come una delle subacquee più determinate del gruppo. Quando gli investigatori si sarebbero imbattuti nel suo profilo durante le indagini, riferisce Pancevski, sarebbero rimasti sorpresi dal contrasto tra il passato da modella e il presunto ruolo nell’operazione. Tra il materiale raccolto figuravano anche vecchie fotografie, alcune molto esplicite, che avrebbero alimentato dubbi iniziali sulla sua reale identità. Oggi, secondo la ricostruzione, la donna lavorerebbe come istruttrice di immersioni tattiche per militari ed è formalmente parte delle forze armate ucraine.
Il sabotaggio dei due gasdotti
I gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, tra il 26 e il 27 settembre 2022, vennero devastati da diverse esplosioni vicino all’isola danese di Bornholm: tre delle quattro linee dei gasdotti – una delle infrastrutture energetiche più importanti per l’Europa – sono state distrutte, interrompendo il trasporto di gas. Nord Stream 1 collegava la Russia alla Germania, mentre Nord Stream 2 non era ancora entrato in funzione. Le indagini di Svezia e Danimarca sono state archiviate, mentre la Germania continua a indagare e ha richiesto l’arresto di due persone, una fermata in Italia ed estradata in Germania e l’altra invece “protetta” dalla Polonia. Le accuse nei loro confronti sono di esplosione e sabotaggio anticostituzionale. Un’altra inchiesta giornalistica, firmata da Oliver Schroem e Ulrich Thiele, ipotizza che i mandanti siano ex agenti ucraini addestrati dalla Cia e che gli Stati Uniti fossero a conoscenza del piano, avendo informato anche la Germania senza però ottenere reazioni operative.