Quando una bambina di tre anni si rifiuta di dormire lamentandosi di un ronzio e della presenza di “mostri” in camera, la reazione più logica per un genitore è pensare a una fervida immaginazione infantile. È esattamente quello che è accaduto a una famiglia americana a partire da settembre 2023, come si legge sul Guardian. Per mesi hanno rassicurato la piccola Saylor con un finto “spray scaccia-mostri”, ignorando che dietro il muro della sua stanza si nascondesse un alveare di proporzioni colossali. A raccontare l’incredibile disavventura domestica è la madre della bambina, che ha ripercorso le tappe di un’infestazione senza precedenti, risolta solo con l’intervento di uno specialista e l’esborso di migliaia di dollari.
Tutto inizia quando Saylor inizia ad avere disturbi del sonno, terrorizzata da presenze nella stanza e da un ronzio proveniente dalla parete: “Pensavamo fosse perché adorava il film Monsters & Co., dato che parla di mostri che visitano le camere dei bambini di notte”, ha spiegato la madre. “La calmavamo dandole una bottiglia d’acqua, che chiamavamo spray per i mostri”. La situazione degenera a febbraio, quando la donna (all’epoca incinta del terzo figlio) nota un denso sciame di api ronzare vicino allo sfiato della lavanderia in soffitta. I primi due apicoltori contattati dalla famiglia effettuano i controlli di rito e liquidano la faccenda, affermando che fosse tutto in ordine.
La svolta arriva solo con il terzo specialista. Notando delle api infilarsi sotto le assi del pavimento della soffitta, l’uomo intuisce che il problema risiede al piano di sotto, proprio nella stanza di Saylor. L’ispezione sul pavimento con una termocamera non dà risultati, portando l’apicoltore a un’intuizione decisiva: “Non mi è mai successo in oltre 30 anni di esperienza, ma proviamo con i muri”, ha dichiarato l’esperto prima di inquadrare la parete della bambina. Lo schermo termico si è illuminato mostrando una sagoma alta quasi due metri. Le api erano entrate da un minuscolo foro in una finestra della soffitta e avevano nidificato nell’intercapedine della stanza sottostante.
Il momento dell’apertura del muro si è trasformato in scene di puro panico. La madre, allergica alle punture, si è rifugiata al piano inferiore con i figli, mentre il marito è rimasto con l’apicoltore. “Ho sentito l’apicoltore dire: ‘Oh mio Dio, mettetevi al riparo’. Mio marito è corso fuori dalla stanza. Ha detto che sembrava un film horror: api che uscivano a frotte, volando ovunque. Era il pandemonio“.
Utilizzando un aspiratore specifico, lo specialista ha rimosso solo nel primo giorno 40.000 api e oltre 45 chilogrammi di favo. Durante le operazioni, i genitori hanno mostrato alla bambina la scatola con le api ronzanti, chiedendole se fosse quello il rumore che la terrorizzava. “Sì, quelli sono i mostri“, ha risposto Saylor, sentendosi finalmente creduta. “Sembrava rivendicare la sua posizione, come se pensasse: ‘Siete degli idioti. È di questo che parlavo'”, ironizza la madre. “Si è scoperto che l’orario di massima attività per le api è tra mezzanotte e le 4 del mattino. Noi mettevamo Saylor a letto alle 19:00”. La bambina, per nulla spaventata, ha ribattezzato l’apicoltore “il cacciatore di mostri”. L’operazione di bonifica ha richiesto mesi. A due settimane dal primo intervento, sono state estratte altre 20.000 api; dopo altre due settimane, ulteriori 10.000, per un totale di circa 70.000 esemplari (poi trasferiti al sicuro in un apiario).
La bonifica ha lasciato la stanza della bambina devastata, con libri, coperte e giocattoli ricoperti di miele, costringendo i genitori a sigillare definitivamente la parete solo a luglio. Il costo dei lavori di ripristino è ammontato a 20.000 dollari (circa 18.500 euro). Una cifra che la famiglia ha dovuto coprire accendendo un prestito, scontrandosi con il rifiuto della compagnia assicurativa. “Hanno considerato il danno come evitabile, anche se l’apicoltore ha detto che si trattava di un evento ‘irripetibile nella vita’”, denuncia la donna. Oggi il muro è riparato, ma Saylor ha categoricamente rifiutato di tornare a dormire in quella stanza, che è stata riadattata a nursery per il fratellino. “A volte mi sorprendo a tastare i muri di quella stanza, solo per assicurarmi che non ci sia nulla“, conclude la madre. “Penso si possa dire con certezza che abbiamo fatto la nostra parte per ripopolare le api”.