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“Io ho amato, ho fatto tutto quello che potevo. Quando le relazioni vanno male tendiamo a colpevolizzarci”: Arisa a cuore aperto a Canzonissima

La cantante lucana ha chiuso il suo percorso nel programma di Rai 1 con "Canta ancora"

di Redazione FqMagazine
“Io ho amato, ho fatto tutto quello che potevo. Quando le relazioni vanno male tendiamo a colpevolizzarci”: Arisa a cuore aperto a Canzonissima

L’ultima puntata di Canzonissima — il remake dello storico varietà di Rai 1 condotto da Milly Carlucci si è chiusa all’insegna di confidenze e riflessioni. Nella manche dedicata al tema “il successo del cuore” (che ha visto primeggiare Riccardo Cocciante con la sua “Margherita“), a lasciare il segno è stata Arisa, portando sul palco un pezzo di storia personale e collettiva. Come riportato dal quotidiano Leggo, la cantante ha scelto di esibirsi con “Canta ancora”, brano facente parte della colonna sonora de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, pellicola che narra la drammatica storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne vittima di bullismo omofobo che si è tolto la vita nel 2012.

Nella clip introduttiva che ha preceduto l’esibizione, l’artista lucana ha fatto il punto sul proprio percorso, spiegando al pubblico la necessità di riallineare le priorità verso gli affetti più grandi: dall’amore per i genitori al desiderio di essere accettata e amata semplicemente come Rosalba, sfruttando la musica come puro strumento di verità. Parlando della genesi di “Canta ancora”, un brano intimamente dedicato alla madre, Arisa ha regalato ai telespettatori un ricordo domestico carico di suggestione: “Ricordo ancora quando l’ho scritta: a casa dei miei, c’era il caffè sul fuoco e si era creata una patina fumosa sulla finestra e facevo i disegnini, e mi è uscito il primo verso”. Un’immagine che prende vita proprio nelle parole della canzone: “Non è l’aurora, è solo il fumo del caffè, sei bella ancora, ricorda di pensare a te”.

Il passaggio cruciale delle sue dichiarazioni si è però concentrato sulla fine di quello che Leggo definisce un vero e proprio “martirio sentimentale”. Prima di salire sul palco, Arisa ha voluto lanciare un messaggio diretto per esorcizzare il senso di inadeguatezza che spesso accompagna la fine di una storia d’amore: “Noi donne tendiamo ad idealizzare delle cose, degli amori fantastici, soprattutto quando le persone se ne vanno”, ha sentenziato l’artista. “Quando le relazioni vanno male, tendiamo a colpevolizzarci”. Una dinamica psicologica da cui oggi ha scelto di affrancarsi, chiudendo i conti con il passato e smettendo di sentirsi in difetto per le assenze altrui. Il suo è un bilancio di pacificazione: “In questa canzone mi sono detta: io ho amato, ho fatto tutto quello che potevo“.

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