Un gesto all’apparenza banale, ripetuto meccanicamente ogni giorno da milioni di persone, si è trasformato in una condanna. Farsi una doccia indossando le lenti a contatto è costato la vista a Grace Jamison, una studentessa americana di vent’anni rimasta vittima di una rara infezione oculare. A causare il danno è stata la scarsa igiene unita all’esposizione ad acqua contaminata, un mix che ha permesso a un microrganismo di attaccare i suoi occhi. Oggi, la giovane donna ha deciso di trasformare il suo dramma in una campagna di sensibilizzazione, raccontando ogni giorno la sua storia e condividendo la complessa quotidianità della sua condizione attraverso i propri profili social, per evitare che altri commettano la sua stessa disattenzione.
Il calvario di Grace è iniziato lontano da casa: “Vivevo nella Repubblica Dominicana e ho fatto la doccia con le lenti a contatto indossate. Lì l’acqua non è molto pulita”, ha raccontato la ventenne ai suoi follower. La rete idrica locale, non essendo accuratamente purificata, ospitava l’Acanthamoeba, un parassita presente in molti ambienti naturali come acqua dolce, pozzi, docce, polvere e terreno. “C’era l’Acanthamoeba e l’ho presa. Questo è quanto. È andata così”, ha spiegato con rassegnazione. La patologia che l’ha colpita si chiama cheratite da Acanthamoeba, che la stessa Grace descrive con parole semplici ma spaventose: “Piccoli parassiti amebici che si annidano nelle cornee”.
Al suo rientro negli Stati Uniti, la situazione è rapidamente precipitata a causa di un errore medico. Al primo controllo in ospedale, l’infezione è stata diagnosticata in modo errato e le sono stati prescritti dei colliri a base di steroidi. Questa terapia si è rivelata disastrosa, peggiorando drasticamente l’infezione: nel giro di una sola settimana, Grace è diventata completamente cieca. Solo l’intervento di un secondo medico ha permesso di inquadrare correttamente il problema, bloccando l’uso degli steroidi e avviando una massiccia terapia antiparassitaria. Un regime estenuante che l’ha costretta a instillare colliri (alcuni dei quali a base di clorexidina e sostanze chimiche simili ai prodotti per la pulizia delle piscine) ogni mezz’ora o un’ora. Grazie a questa cura d’urto, la ragazza ha parzialmente recuperato la vista, ma al momento riesce a vedere solo dal suo occhio sinistro.
Attraverso i social, Grace non nasconde la durezza del percorso clinico: “L’Acanthamoeba è molto difficile da curare. Il mio trattamento durerà da sei mesi a un anno, e poi dovrò sottopormi a ulteriori cure per le cicatrici e i danni che ha causato ai miei occhi”. I sintomi descritti dalla studentessa sono invalidanti: “C’è molto dolore agli occhi, molto dolore alla testa e si diffonde ovunque”, ha dichiarato. “Causa cecità, annebbiamento della vista. È davvero difficile dormire, provoca una forte sensibilità alla luce ed è molto, molto difficile conviverci”. Nonostante il buio e le sofferenze, la terapia sta finalmente dando i suoi frutti. Mostrando i miglioramenti in video, Grace ha rassicurato chi la segue: “I miei occhi hanno un aspetto molto migliore rispetto a prima”, sottolineando una netta riduzione del rossore, dell’irritazione e dell’opacità.
Da quando ha ricevuto la diagnosi, gli account social di Grace Jamison sono diventati un diario di bordo e, soprattutto, un monito per tutti i portatori di lenti a contatto, una categoria spesso incline a trascurare le regole base dell’igiene oculare. “Sono le piccole e semplici cose che ci viene chiesto di fare a essere così importanti per prenderci cura dei nostri occhi”, ha affermato nei suoi video. “Molte persone, me compresa, danno la vista per scontata, dimenticando quanto sia importante e straordinario il fatto di poter vedere”. Per scongiurare il rischio che chiunque possa esporsi al parassita per una mera distrazione, Grace ha stilato per i suoi follower una serie di regole tassative, incentrate proprio sulle raccomandazioni dei medici: “Per favore, lavatevi le mani prima di toglierle o metterle. Per favore, pulite la soluzione e cambiatela ogni volta che usate le lenti. Non dormiteci, non nuotateci, non fateci la doccia”.