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Scontro sulle nuove tasse per finanziare il prossimo bilancio Ue. Von der Leyen: “Indispensabili”. Ma in Consiglio non c’è unanimità

Il premier dei Paesi Bassi, Rob Jetten, è contrario ad ampliare il bilancio e ha fatto asse con i Paesi frugali. Commissione e Parlamento sostengono la necessità di farlo anche per rimborsare il debito contratto per finanziare i 421 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto del Next Generation Eu
Scontro sulle nuove tasse per finanziare il prossimo bilancio Ue. Von der Leyen: “Indispensabili”. Ma in Consiglio non c’è unanimità
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È scontro tra istituzioni Ue sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. Il rimborso del debito contratto per finanziare i 421 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto del Next Generation Eu, insieme all’incremento senza precedenti dei fondi che la Commissione Ue ritiene vadano destinati alla difesa, mette pressione. Per questo la Commissione Ue aveva proposto cinque nuove “risorse proprie” che dovrebbero affiancare quelle già esistenti, come i dazi doganali e una quota di Iva. Tradotto: nuove tasse. L’esecutivo Ue intende colpire di più il tabacco, i rifiuti elettronici non riciclati e le imprese, con una nuova “corporate resource for Europe“. In più ha riproposto di aggiungere alla lista una parte dei proventi del sistema Ets per lo scambio delle quote di emissione e della nuova carbon tax alla frontiera. Il Parlamento europeo preme anche per un nuovo prelievo sui servizi digitali che colpisca le grandi piattaforme. Ma la decisione finale spetta al Consiglio che deve esprimersi all’unanimità. E una parte dei Paesi Ue è contraria, come emerso durante il vertice Ue informale a Cipro.

Il primo ministro olandese Rob Jetten considera “inaccettabile” l’aumento stesso del bilancio pluriennale dell’Ue e sostiene che è necessario riallocare le risorse in modo da liberare fondi per le nuove priorità. “Negozieremo per molti mesi. Ci sono molti Paesi che, come noi, chiedono un bilancio più snello e moderno. Stiamo creando un ampio fronte”, per ora insieme a “Irlanda e Paesi scandinavi”, ha detto, indicando l’asse con i Paesi frugali. Il leader olandese ha criticato la proposta di Bruxelles di introdurre nuove risorse proprie perché “a volte si sovrappongono alle imposte nazionali” e “vogliamo evitare la doppia imposizione“.

Ma la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha spiegato che “se vogliamo” garantire le risorse necessarie per ripagare il debito del Recovery e finanziare le nuove priorità dell’Ue e quelle storiche, “esiste una sola soluzione: nuove risorse proprie, che sono indispensabili. Ho presentato i diversi elementi del pacchetto di nuove risorse proprie. Senza di esse, la scelta è netta: o aumentano i contributi nazionali o si riduce la capacità di spesa. Non ci sono alternative. Una minore capacità di spesa significherebbe meno Europa proprio quando serve più Europa”.

Anche per la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola occorre “guardare con occhi nuovi alle risorse proprie” perché “abbiamo bisogno di soldi freschi per ripagare vecchi debiti”, come quelli legati a Next Generation. “Abbiamo la responsabilità collettiva di raggiungere un accordo” sull’Mff 2028-34 “entro la fine dell’anno”, perché “solo così” si potrà essere certi che il bilancio inizi “senza ostacoli” a dispiegare i suoi effetti dall’inizio del 2028, ha aggiunto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.

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