Si intitola “Your Favorite Toy” il nuovo album dei Foo Fighters – in uscita venerdì 24 aprile – registrato interamente in casa e co-prodotto dalla band insieme a Oliver Roman, con l’ingegneria del suono curata dallo stesso Roman e il mixaggio affidato a Mark “Spike” Stent. L’uscita di “Your Favorite Toy” segna l’inizio del “Take Cover World Tour”che approda in Italia per un’unica tappa agli I-Days Milano Coca-Cola, domenica 5 luglio, all’Ippodromo Snai La Maura. La band ha concesso un’intervista a Virgin Radio, in onda oggi 23 aprile, a partire dalle 21 nello Speciale “Best Rock – Foo Fighters Your Favourite Toy”.
“Il nostro giocattolo preferito? – si interroga Dave Grohl – Ci è stato chiesto più volte, nella vita, qual è stato il nostro giocattolo preferito. E ho dovuto pensarci. Ma ricordo che uno dei miei giocattoli preferiti da piccolo era questa sorta di camper. Da bambino lo trovavo così bello. Lo spostavo in giardino, ci mettevo dei pupazzetti e cose del genere e immagino che in qualche modo mi abbia influenzato o ispirato a passare il resto della mia fottuta vita su un tour bus”.
E ancora: “Il disco è arrivato un po’ d’istinto. Abbiamo fatto in fretta e senza pensarci troppo. Direi che a volte questa descrizione ha funzionato in passato. Alcuni degli album più difficili che abbiamo fatto sono stati quelli in cui avevamo tutto il tempo del mondo. In questo caso, ci siamo scambiati un po’ di cose per molto tempo. Poi abbiamo pensato: ‘Ok. Iniziamo ora e finiamo velocemente’. Ci siamo ritrovati a registrare 2 o 3 canzoni al giorno”.
“Si torna in studio quando ci sono abbastanza idee e abbastanza materiale che sai essere da qualche parte lì dentro. Quando stai un po’ mescolando questa cosa e cercando di capire cos’è, ti domandi se suona così o in un altro modo… – ha continuato l’artista – E poi trovi la vera energia di tutto questo e la condensi in dieci canzoni. Quando tutto ha davvero iniziato a prendere forma e senso, è lì che abbiamo iniziamo a chiamarci e a dire: ‘Ok, iniziamo domattina. Andiamo‘. E non è stato molto tempo fa. Era tipo fine novembre o giù di lì quando abbiamo davvero iniziato. È successo in fretta. Poi, dopo aver finito, abbiamo detto: ‘Ok, perfetto. Se l’abbiamo mixato e masterizzato in questa data, quando possiamo pubblicare l’album?’ E qualcuno ha detto: ‘Oh, ci vogliono sei mesi’. ‘Sei fottuti mesi? Ma sei pazzo? Assolutamente no. Non possono essere sei mesi’. E quindi ci siamo assicurati che fosse molto più veloce di così”.
Il pensiero poi va al collega batterista Taylor Hawkins trovato senza vita il 25 marzo 2022 nella sua stanza all’hotel Casa Medina di Bogotà, dove si trovava assieme ai Foo Fighters in vista di un’esibizione al Festival Estéreo Picnic. “Taylor non si può sostituire. – ha concluso il frontman – Oltre alla musica e alla batteria, il suo spirito, la sua energia, il suo umorismo, sono stati così enormi che quando vanno via, c’è solo un senso di vuoto, per tutta la vita. Ma penso che ci siano cose in questo disco che lui avrebbe ascoltato con piacere. Ce lo vedo a fare air drumming su questa musica. Penso che avrebbe amato molte melodie. Lui si complimentava sempre per le melodie perché era grande compositore di melodie”.