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Crans-Montana, la Svizzera accelera sui risarcimenti. L’ambasciatore in Italia: “Fatture? Un disguido”

Nessun costo per le famiglie italiane dopo il caso fatture. Nominato Kurth per la “tavola rotonda” da 20 milioni: obiettivo accordi rapidi mentre 38 feriti sono ancora ricoverati
Crans-Montana, la Svizzera accelera sui risarcimenti. L’ambasciatore in Italia: “Fatture? Un disguido”
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L’incidente di Capodanno a Crans-Montana continua a produrre effetti non solo sul piano umano, ma anche su quello diplomatico, sanitario e giudiziario. A mesi dal devastante rogo del bar Le Constellation, in cui hanno perso la vita 41 persone — tra cui sei italiani — e oltre cento sono rimaste ferite, si apre ora una fase decisiva: quella della gestione dei risarcimenti e delle responsabilità, mentre resta alta l’attenzione sulle condizioni dei sopravvissuti.

A chiarire uno degli episodi che aveva suscitato polemiche nei giorni scorsi è stato l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti. L’invio di copie delle fatture ospedaliere da parte dell’ospedale di Sion ad alcune famiglie italiane sarebbe stato, secondo il diplomatico, “un disguido”. Balzaretti, in una intervista al Corriere della Sera – ha spiegato che, in base alla normativa svizzera, l’invio delle fatture ai pazienti è una prassi automatica quando vengono trasmesse alle assicurazioni. In questo caso, però, era stato deciso di evitare tale procedura, ma tre comunicazioni sono comunque partite per errore. «”on c’è stata malafede — ha assicurato — e né i pazienti né le famiglie dovranno pagare nulla”.

I feriti ancora in ospedale

Resta invece aperto il nodo su chi sosterrà i costi complessivi delle cure, un aspetto che sarà definito attraverso il confronto tra le autorità competenti italiane e svizzere. Roma ha già ribadito la propria posizione: le spese devono essere a carico della Svizzera. Una trattativa ancora in corso, che si inserisce in un quadro più ampio di gestione delle conseguenze della tragedia. Sul fronte sanitario, la situazione dei feriti resta complessa. Secondo gli ultimi aggiornamenti della rete svizzera di medicina delle catastrofi, 38 dei 115 feriti sono ancora ricoverati tra Svizzera ed estero. Di questi, 19 si trovano fuori dai confini elvetici: dieci in Francia, uno in Germania e otto in Italia. Parallelamente, cresce il numero di pazienti trasferiti in centri di riabilitazione, segno di un percorso di cura lungo e articolato.

La mediazione sui risarcimenti

Proprio per evitare che le famiglie debbano affrontare anni di contenziosi giudiziari, il governo svizzero ha scelto la via della mediazione. Il Consiglio federale ha nominato Laurent Kurth, ex consigliere di Stato di Neuchâtel, alla guida di una “tavola rotonda” che riunirà tutte le parti coinvolte: vittime, familiari, assicurazioni, autorità e soggetti potenzialmente responsabili. L’obiettivo è favorire soluzioni extragiudiziali rapide ed efficaci. L’iniziativa si inserisce in una legge federale straordinaria che prevede anche un contributo di solidarietà di 50.000 franchi per le famiglie colpite — una misura che, come ha precisato Balzaretti, non costituisce un risarcimento vero e proprio ma un sostegno immediato alle spese. Parallelamente, il governo sta valutando una dotazione finanziaria di circa 20 milioni di franchi per sostenere il lavoro della “tavola rotonda”, cifra che dovrà essere approvata dal Parlamento.

La scelta di una soluzione extragiudiziale nasce dalla consapevolezza della complessità del caso: stabilire responsabilità e quantificare i danni richiederebbe anni di procedimenti penali e civili. La mediazione, invece, punta a garantire risposte più rapide, pur nel rispetto delle diverse posizioni. Non mancano però le richieste di un approccio più sensibile. L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale di una delle famiglie italiane coinvolte, ha sottolineato come la tragedia imponga “una risposta straordinaria anche sul piano risarcitorio“, invitando la Svizzera a superare logiche standardizzate e a considerare la dimensione umana del disastro. “In gioco – ha evidenziato – non ci sono solo aspetti economici, ma il futuro di giovani vite segnate per sempre”.

Sul piano giudiziario, intanto, proseguono le indagini nei confronti dei gestori del locale, Jessica e Jacques Moretti, e di alcuni funzionari comunali. I due coniugi sono stati iscritti nel registro degli indagati anche dai pm di Roma.

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