A Buenos Aires la memoria di Papa Francesco non è stata celebrata con il linguaggio tradizionale delle ricorrenze solenni, ma attraverso un evento che ha messo al centro una figura decisamente inusuale per il mondo ecclesiastico: un sacerdote che fa ballare le folle. Nel cuore della capitale argentina, Plaza de Mayo si è trasformata in uno spazio ibrido tra piazza e pista elettronica, e ha accolto decine di migliaia di persone per un grande evento dedicato al pontefice scomparso. A pochi giorni dal primo anniversario della sua morte, la città ha scelto un modo non convenzionale per ricordare Jorge Mario Bergoglio, affidando il centro della scena a un protagonista fuori dagli schemi: il sacerdote portoghese Guilherme Peixoto, ormai noto come il “prete DJ”.
L’evento, intitolato “Francisco vive en el encuentro”, si è svolto proprio davanti alla cattedrale metropolitana dove Papa Francesco fu arcivescovo per quindici anni. Organizzato dall’Associazione civile Miserando, con il sostegno dell’Arcidiocesi di Buenos Aires e delle istituzioni cittadine, ha richiamato una folla eterogenea: giovani, famiglie, gruppi parrocchiali e semplici curiosi, tutti riuniti sotto lo stesso impianto di luci e suoni.
La figura di Peixoto
La centralità dell’evento è stata tutta nelle mani di Peixoto, figura diventata internazionale dopo la sua esibizione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023, quando suonò davanti a oltre un milione di giovani alla vigilia della messa presieduta da Papa Francesco. Da allora, il suo stile ha preso forma come un linguaggio a sé: mescolare musica elettronica e riferimenti spirituali, creando un’esperienza che va oltre il concerto.
A Buenos Aires, il suo set è durato più di due ore e mezza e ha costruito un flusso continuo di musica techno, momenti riflessivi e immagini simboliche. Maxi-schermi e videoproiezioni hanno alternato colombe, croci stilizzate, nuvole e frammenti di parole di Papa Francesco, creando un ambiente immersivo che ha trasformato la piazza in una sorta di rito contemporaneo. Attorno alla piazza, le strade circostanti si sono riempite fino a saturarsi, con impianti audio e schermi esterni che hanno esteso l’esperienza oltre i confini fisici dello spazio centrale. Il risultato è stato un evento urbano totale, dove la città intera ha fatto da cassa di risonanza a un’unica figura sul palco.