Gas russo, dopo l’ad di Eni il presidente di Confindustria Orsini chiede di cambiare linea: “Riflettere sullo stop per salvaguardare le imprese”
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che già martedì scorso rispondendo a una domanda sulla richiesta dell’ad di Eni Claudio Descalzi di sospendere lo stop all’import di gas russo aveva detto che occorre “fare qualsiasi cosa possa essere a sostegno delle imprese europee”, ribadisce il concetto. “Dobbiamo fare il possibile per salvaguardare le imprese”, spiega nel corso di un convegno a Genova sull’economia del mare. “Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione nel Golfo perché se continuiamo con il conflitto e con questa instabilità sicuramente entreremo in recessione“. Di qui l’invito a “una riflessione” sull’approvvigionamento sottolineando: “Mi risulta che continuiamo a comprarlo, passa da Amsterdam”. Il tema sta spaccando la maggioranza: la premier Giorgia Meloni resta cauta e non contraddice la linea della Commissione – “continuo a sperare che quando il problema dovesse porsi noi saremo riusciti a raggiungere la pace in Ucraina”, ha detto l’altro giorno – mentre il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini si è detto convinto che sia necessario rompere gli indugi perché “già ora per allora bisogna mettere in sicurezza l’Italia”.
“Prima dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina il costo dell’energia era a 28 euro al megawattora, oggi siamo a 160 euro al megawattora”, ricorda Orsini. “Io credo che su questo sarà necessario fare una riflessione. Oggi noi abbiamo bisogno di fare tutto ciò che è possibile per salvaguardare la nostra impresa, perché in questo momento è veramente fuori dalla competizione globale”. A chi chiedeva un commento sulla possibilità di riaprire al gas russo, risponde: “Credo che bisogna fare dei ragionamenti, bisogna avere una visione complessiva del discorso”.
“È logico che se il conflitto continua diventa un problema, cominciamo ad avere problemi di reperire prodotti sugli scaffali in Sicilia e con i voli aerei”, continua il leader degli industriali. “Così fare impresa è veramente complicato. mi meraviglio che l’Europa non stia vedendo questa cosa e non abbia pronte misure, che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico. Ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1.16, questa miopia mi spaventa, forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa“.
“Il vero tema è l’incertezza e l’instabilità – ha detto ancora Orsini -, ogni giorno noi combattiamo con quello che nessuno vuole, abbiamo bisogno di avere mercati aperti, di saper andare nei mercati, per noi il Golfo vale 32 miliardi di interscambio con un saldo positivo di 11,3 miliardi, quindi è ovvio che perdere aree così importanti fa sì che gli investimenti non vengano messi a terra”.
“L’instabilità, non abbiamo ancora l’executive order degli Stati Uniti, per noi un mercato da 65 miliardi – conclude – quindi l’incertezza fa sì che gli investimenti non vengano messi a terra, bisogna fare prestissimo a mettere a terra l’iper ammortamento perché credo che sia una via per dare un overboost al Paese, i nostri imprenditori se lo stanno aspettando”