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Caso Mandelson, il governo Starmer trema: si dimette il più alto funzionario del ministero degli Esteri

Dopo le rivelazioni sul mancato nulla osta di sicurezza per l'ex ambasciatore legato a Epstein, le opposizioni chiedono le dimissioni del Premier. Lunedì il chiarimento cruciale ai Comuni
Caso Mandelson, il governo Starmer trema: si dimette il più alto funzionario del ministero degli Esteri
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Il caso Mandelson torna a scuotere il governo di Keir Starmer, dopo la scoperta dei legami dell’ex ambasciatore britannico negli Usa col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Al centro le rivelazioni del Guardian sul fatto che l’ex eminenza grigia del New Labour non aveva superato i controlli di sicurezza preventivi condotti per verificare la sua idoneità a quel delicato incarico diplomatico e l’avviso di un apposito comitato era stato del tutto ignorato dai vertici del ministero degli Esteri che, quindi, non l’aveva comunicato al premier. Per questo il più alto funzionario del Ministero degli Esteri – Sir Olly Robbins – si è dimesso dal suo incarico. Dimissioni che per le opposizioni, che chiedono la testa di Starmer, rappresentano un mero capro espiatorio. La richiesta già avanzata ieri dalla leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, alla quale si erano affiancate le altre formazioni politiche, dal trumpiano Reform Uk di Nigel Farage, ai Verdi di Zack Polanski fino ai Libdem con un formale distinguo, è di dimissioni del primo ministro per aver “fuorviato” il Parlamento su questa vicenda, quindi per aver mentito affermando più volte che la nomina di Mandelson – a febbraio 2025, durata fino alla rimozione dall’incarico di ambasciatore sette mesi dopo per l’emersione dei suoi legami con Epstein (leggi la scheda su Mandelson nello speciale di Millennium sugli Epstein Files) – aveva seguito “il pieno rispetto delle procedure”. Viene respinta con forza la giustificazione avanzata da Downing Street secondo cui né sir Keir né alcun ministro erano a conoscenza – fino all’inizio di questa settimana – del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza. Starmer, già in grave crisi di consensi, si trova in una posizione sempre più indifendibile e la sua leadership sta traballando come mai prima. Ancor di più se si considera che il premier è costretto a presentarsi lunedì alla Camera dei Comuni per correggere quanto aveva detto con un’apposita dichiarazione.

Secondo quanto appreso dalla Bbc, Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Robbins, che di fatto è stato rimosso dall’incarico. Prima dell’annuncio, Downing Street aveva replicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che il premier non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del ‘developed vetting’, il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell’incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni “Top Secret” o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita.

Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che, una volta venuto a conoscenza della situazione, Starmer – “furioso” dopo aver appreso come stavano i fatti, si legge sulla Bbc – “ha immediatamente incaricato i funzionari di accertare i fatti relativi alle ragioni per cui era stato concesso il nulla osta, al fine di mettere in atto piani per aggiornare la Camera dei Comuni”. Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni il 20 aprile. Il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta “lavorando con urgenza” per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita “ingannata” da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson. La vicenda solleva interrogativi sul governo, visto che Starmer ha in passato affermato che Mandelson aveva ottenuto “l’autorizzazione per l’incarico”. All’epoca degli eventi il ministero degli Esteri era guidato da David Lammy.

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