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“Non me ne frega niente dei gradi, sto facendo domande a cui non risponde”, “Lei vuole provocarmi, non merita nessuna risposta”: scontro tra Giletti e il generale Garofano

A “Lo stato delle cose” i toni si scaldano mentre si parla del delitto di Garlasco, e in particolare della porta della cantina dove fu trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi
“Non me ne frega niente dei gradi, sto facendo domande a cui non risponde”, “Lei vuole provocarmi, non merita nessuna risposta”: scontro tra Giletti e il generale Garofano
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Scontro acceso tra Massimo Giletti e Luciano Garofano a “Lo stato delle cose”. Il programma di Rai 3 torna a occuparsi del delitto di Garlasco, e quando il conduttore e l’ex comandante del RIS si trovano a dibattere su un punto in particolare, i toni si scaldano. Oggetto dello scontro è la porta a soffietto della cantina dove fu trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi.

La porta della cantina di casa Poggi

Giletti fa un passo indietro mostrando la foto frutto della relazione di quasi due decenni fa a opera dei RIS. Sulla foto si intravede una macchia. “Io ho chiesto al generale che cosa può essere, aveva risposto un’illusione fotografica”, ricorda il presentatore parlando di una puntata precedente della trasmissione. Il generale, in collegamento, torna sulla questione: “Questa domanda mi dà la possibilità di ribadire ancora una volta quanto onesto, scrupoloso e completo è stato il nostro lavoro”, evidenziando al tempo stesso “l’amarezza di confrontarsi, da più di un anno, con suggestioni, manipolazioni, con falsità e con offese anche con travisamento delle sentenze”.

Quindi, tornando sull’immagine in questione, conferma la propria posizione: “Le foto possono risentire di effetti illusori dovuti all’angolazione e al flash. Quella porta è stata analizzata con le luci bianche, con le luci forensi, è stata saggiata per verificare la presenza di sangue, poi è stata trattata per evidenziare le impronte papillari. Poi è stata smontata e trasferita in laboratorio per poter procedere a un’altra analisi, quella che prevede il trattamento con il nero amido e che consente di individuare sangue o sotto forma di impronte o tracce che hanno origine ematica”. Garofano aggiunge che tutte queste analisi “sono state fatte nel contraddittorio. Quindi quella porta non presentava macchie di sangue”.

Lo scontro tra Giletti e Garofano

A questo punto il padrone di casa cita l’avvocata Boccellari, legale di Stasi, che “ribadì che non vennero fatte analisi genetiche sull’intera porta ma solo su un punto. Me lo conferma?”, domanda al generale, che conferma. Giletti esprime perplessità: “È una porta molto importante generale, perché portava dove c’era il corpo di Chiara, non è una porta banale, probabilmente l’assassino poteva anche averla aperta”. Garofano si spazientisce: “Ma come si fa a parlare, mi scusi, se mi interrompe ogni secondo?”. Lo scontro è ormai inevitabile: “La interrompo perché sono semplicemente un soldato, ma non me ne frega niente dei gradi sto ponendo delle domande alle quali lei non mi risponde” sono le parole infuocate del conduttore. “Quella porta non è una porta banale, è la porta dove c’era il corpo di Chiara. Se mi permette, va bene che la spazzatura la esaminate dopo 8 mesi, va bene che venga verificata dopo 20 anni, ma la porta dove c’è un corpo di una ragazza io l’avrei smontata, l’avrei vista tutta e avrei fatto l’analisi genetica del DNA, tutto qua, e adesso può parlare. Ca**o”.

Garofano però spiega di non avere altro da dire: “Io non commento più perché ho dato tutte le mie spiegazioni, lei – come è stato nella puntata precedente – evidentemente vuole provocarmi, io ho fatto insieme ai miei collaboratori tutto quello che era necessario fare alla presenza dei consulenti di parte quindi non merita nessun commento la sua risposta o quella di altri, grazie”. E anche davanti all’insistenza di Giletti che torna a ribadire: “Alle mie domande è pregato di dare una risposta. Nella mia ignoranza e incompetenza avrei controllato tutta la porta”, Garofano è irremovibile: “Lei non merita nessun’altra risposta”.

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