Nicole Kidman ha spiazzato tutti durante un panel all’Università di San Francisco, sabato 11 aprile, parlando della scomparsa della madre nel 2024. “Mia madre era sola prima di morire – ha spiegato Kidman – e la famiglia ha potuto fare qualcosa solo fino ad un certo punto. Tra me e mia sorella abbiamo tanti figli (rispettivamente 4 e 6, ndr) e poi ci sono le nostre carriere, il lavoro ma volevamo lo stesso prenderci cura di lei perché mio padre non è più con noi. È così che mi sono detta: ‘Vorrei che ci fossero persone in questo mondo in grado semplicemente di offrire conforto e assistenza’. Questa consapevolezza è parte della mia crescita ed ciò che sto imparando a fare”.
Dunque la diva del cinema ha rivelato di essersi formata per diventare quella che in gergo viene chiamata “death doula” (doula della morte). Ma che figura professionale è la “death doula”? È stata recentemente rappresentata in un episodio della serie tv “The Pitt”: è una figura di supporto non medica che accompagna le persone nell’affrontare la morte, la perdita e la mortalità. Secondo l’International End of Life Doula Association, queste figure professionali offrono supporto psicosociale, emotivo, spirituale e pratico.
Kidman non è l’unica personalità di Hollywood interessata ad aiutare le persone ad affrontare le problematiche di fine vita. Anche la regista di “Hamnet”, Chloe Zhao, si è formata come “doula della morte”, come ha dichiarato al New York Times.
Una delle motivazioni, ha spiegato Zhao, è stata: “Ho avuto una paura terribile della morte per tutta la vita. E la ho ancora. E proprio perché ne ho avuto così tanta paura, non sono riuscita a vivere appieno… E poiché ne sono così terrorizzata, non ho altra scelta che iniziare a sviluppare un rapporto più sano con essa, altrimenti la seconda metà della vita sarebbe troppo difficile. Non dovrebbe essere così terrificante da impedirmi persino di viverla”.