Riparte il processo sulla morte di Maradona: “Impediremo l’impunità”. Sette medici rischiano fino a 25 anni di carcere
“Verrà impedita l’impunità per i responsabili della morte di Diego“. È questa la promessa dei giudici che guideranno l’accusa nel processo per la morte di Diego Armando Maradona. Il procedimento torna in aula oggi dopo che a maggio 2025 era stato rinviato e poi annullato per lo scandalo che aveva coinvolto una giudice. All’epoca infatti Julieta Makintach aveva consentito riprese non autorizzate in aula per la realizzazione di un documentario. Per questo motivo è stata radiata dalla magistratura con l’interdizione a vita dai pubblici uffici. Il nuovo processo si terrà in Argentina nell’aula della Settima sezione del Tribunale orale di San Isidro.
Maradona è morto nel 2020 per un’insufficienza cardiaca. L’accusa è per omicidio colposo nei confronti dello staff medico che si era occupato del campione del Napoli. Per gli inquirenti infatti i collaboratori non avrebbero prestato le cure mediche adeguate. Gli imputati sono sette: il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Angel Diaz, il medico coordinatore Nancy Edith Forlini, il coordinatore degli infermieri Mariano Ariel Perroni, l’infermiere Ricardo Omar Almiron e il medico Pedro Pablo Di Spagna. In caso di condanna, rischiano una pena compresa tra gli otto e i venticinque anni.
Davanti ai nuovi giudici, Alberto Ortolani, Alberto Gaig e Pablo Rolon, sfileranno 127 testimoni, nessuno dei quali era stato sentito nel primo processo. I pm dovranno valutare se Maradona abbia ricevuto le cure adeguate dopo un intervento chirurgico al cervello per rimuovere un coagulo. La tesi dell’accusa è che l’arresto cardiorespiratorio era stato provocato da un’assistenza sanitaria quasi inesistente. Il pm Patricio Ferrari aveva mostrato l’anno scorso una foto del campione sul letto di morte: “Chiunque tra gli imputati affermi che non aveva compreso quello che stava succedendo a Diego sta chiaramente mentendo“. L’autopsia preliminare aveva confermato la morte per edema polmonare causata da un’insufficienza cardiaca. Le figlie, che saranno ascoltate come testimoni, hanno sempre sostenuto che i sanitari e l’ex manager Matias Morla avessero isolato Maradona dalla famiglia.