Moda e Stile

Stefano Cantino è il nuovo co-Ceo di Dolce & Gabbana: così il marchio si riorganizza dopo l’addio di Stefano Gabbana alla presidenza

Una mossa cruciale per traghettare la maison italiana da brand di moda ad "Azienda di Lifestyle", mentre sullo sfondo si negozia la ristrutturazione di 450 milioni di euro di debito e si valuta il futuro del 40% delle quote

di Redazione Moda
Stefano Cantino è il nuovo co-Ceo di Dolce & Gabbana: così il marchio si riorganizza dopo l’addio di Stefano Gabbana alla presidenza

La riorganizzazione ai vertici di Dolce&Gabbana entra nel vivo. Dopo settimane di indiscrezioni (anticipate in primis da Bloomberg) e a pochi giorni dal terremoto societario innescato dalle dimissioni di Stefano Gabbana dalla presidenza, il gruppo ha ufficializzato oggi l’ingresso di Stefano Cantino nel ruolo di Co-CEO. Il manager lavorerà fianco a fianco con Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale Presidente e Amministratore Delegato della maison. “Sono felice di avere Stefano Cantino al mio fianco, in questa nuova fase di crescita e sviluppo”, ha commentato Alfonso Dolce, dando il benvenuto a una figura di altissimo calibro nel panorama del lusso internazionale.

Un curriculum “pesante” per la transizione

Laurea in Scienze Politiche all’Università di Torino, Cantino non è un nome nuovo negli uffici direzionali delle griffe più blasonate. Il suo arrivo in Dolce&Gabbana è preceduto da una solida carriera maturata all’interno di giganti del settore quali Prada, Louis Vuitton e Gucci. Nelle precedenti esperienze ha ricoperto incarichi di vertice (incluso quello di Chief Executive Officer) con crescenti responsabilità globali in ambito commerciale, marketing e comunicazione corporate.

“È per me un onore entrare a far parte della Dolce&Gabbana che rappresenta in maniera straordinaria l’eccellenza italiana nel mondo”, ha dichiarato il neo Co-CEO. La nota diffusa dal gruppo chiarisce l’obiettivo strategico di questa nomina: Cantino è stato chiamato a guidare il percorso di evoluzione del modello organizzativo per trasformare Dolce&Gabbana da puro “Brand Fashion” a vera e propria “Azienda di Lifestyle”, consolidando le recenti aperture verso i settori della casa (Home) e del Beauty. Tradotto: diversificare e allargare il business ad ambiti oggi più redditizi della moda per cercare di rialzare i fatturati.

Il riassetto societario e l’addio di Stefano Gabbana

L’ufficializzazione di Cantino rappresenta il secondo, decisivo tassello di un complesso mosaico di governance che ha iniziato a svelarsi la scorsa settimana. L’azienda, fondata nel 1985 e da sempre saldamente sotto il controllo dei suoi creatori, sta infatti affrontando la più grande transizione manageriale della sua storia.

Tutto ha avuto inizio (almeno a livello formale) con la nota che annunciava le dimissioni di Stefano Gabbana (63 anni) dalle cariche amministrative nelle società del gruppo (Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl), operative retroattivamente dal 1° gennaio 2026. Al suo posto, la presidenza è stata assunta proprio da Alfonso Dolce, garantendo la continuità familiare. Il gruppo si è affrettato a precisare che questo passo indietro “non ha alcuna influenza sulle attività creative”, confermando l’inossidabile sodalizio stilistico di oltre quarant’anni tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Il duo continuerà a disegnare le collezioni, mantenendo inalterato quel DNA mediterraneo e sensuale che ha reso il marchio celebre nel mondo, consacrato fin dagli esordi dall’endorsement di star come Madonna (non a caso scelta come volto per il recente rilancio della fragranza The One).

Il nodo del debito e le sfide finanziarie

Tuttavia, dietro la facciata della continuità creativa, la partita che si sta giocando nei salotti finanziari milanesi è delicatissima. L’ingresso di un manager navigato come Stefano Cantino si inserisce in un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da un rallentamento strutturale e non più episodico del mercato globale del lusso. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la maison si starebbe preparando a negoziare con le banche una complessa ristrutturazione del debito, stimato in circa 450 milioni di euro, con la contestuale richiesta di nuovi fondi di liquidità fino a 150 milioni. Sul tavolo delle trattative, sebbene il gruppo non abbia ancora rilasciato commenti ufficiali in merito, ci sarebbero anche la possibile cessione di alcuni asset immobiliari e una revisione strategica per il rinnovo delle licenze.

L’incognita maggiore riguarda però l’assetto proprietario. Attualmente, l‘azienda vede Domenico Dolce e Stefano Gabbana detenere una quota paritaria di circa il 40% ciascuno, mentre il restante 20% è suddiviso tra Alfonso e Dorotea Dolce. Sempre secondo indiscrezioni finanziarie, Stefano Gabbana starebbe “valutando il futuro” della sua partecipazione. Un’eventualità che potrebbe aprire scenari inesplorati per la storica griffe indipendente: dall’ingresso di nuovi investitori di capitale fino a una ridefinizione radicale degli equilibri di un marchio che ha fatto della propria autonomia familiare e creativa un vanto internazionale per quattro decenni.

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