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“Ai David di Donatello sarebbe un segnale forte non partecipare. I lavoratori del cinema hanno stipendi medio bassi e senza certezze di continuità”: l’appello di Alessandro Gassmann

L'attore si unisce a "Siamo ai titoli di coda" denunciando la crisi del settore

di Redazione FqMagazine
“Ai David di Donatello sarebbe un segnale forte non partecipare. I lavoratori del cinema hanno stipendi medio bassi e senza certezze di continuità”: l’appello di Alessandro Gassmann

Anche Alessandro Gassmann si accoda alle istanze di “Siamo ai titoli di coda” che denuncia una crisi profonda e strutturale, conseguenza di politiche inadeguate e della carenza di risorse finanziarie. Questa situazione allarmante rischia di determinare il collasso dell’intero comparto, minacciando un patrimonio culturale e industriale di rilevanza nazionale. L’attore ha parlato della cerimonia di premiazione dei David di Donatello, che si terrà il 6 maggio.

“La situazione dei lavoratori del cinema è difficile. – ha scritto l’attore sui social – Non parlo di attori acclamati, registi pluripremiati, ma di macchinisti, elettricisti, sarte, parrucchieri, truccatori, runners, attrezzisti, trasportatori, personale di produzione, stunts etc etc. persone che vivono del proprio lavoro specialistico di alto livello, con stipendi medio bassi e senza certezze di continuità. Senza di loro noi non potremmo raccontare storie, senza di loro il cinema non esisterebbe”.

E ancora: “Quando si celebrano premi , queste persone non ci sono, i red carpet competono solo alle stars, a quelli famosi, trai quali naturalmente mi inserisco. Penso sia arrivato il momento per noi fortunati di pensare a chi ci permette di esserlo. Ai premi David di Donatello sarebbe un segnale forte non partecipare, ed è difficile per chi è in corsa per un premio (io quest’anno nn ci sono), ma penso davvero che ci sia poco da festeggiare. Il cinema è importante per una nazione civile, il cinema siamo tutti”.

Di parere diverso la collega e attrice Matilda De Angelis che ha detto la sua in occasione della presentazione della terza e ultima stagione de “La legge di Lidia Poët” (su Netflix dal 15 aprile): “Boicottare i David di Donatello? Non ho ancora preso una decisione definitiva. C’è ancora un pò di tempo e sto cercando di riflettere su cosa sia giusto per me: se presentarmi, se restare in disparte o se addirittura non andare affatto. Mi sto interrogando sul senso di boicottare un evento che, in realtà, potrebbe essere un palcoscenico prezioso per portare attenzione su certe tematiche e lanciare un messaggio proprio dall’interno di quel contenitore”.

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