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Spiagge invase dalle caravelle portoghesi: cosa sono e perché non sono (quasi mai) un rischio nel Mediterraneo

Avvistamenti in aumento dal Texas alla Florida: le caravelle portoghesi, organismi urticanti trasportati da vento e correnti, possono provocare punture molto dolorose anche quando sono già spiaggiate

di Redazione FqMagazine
Spiagge invase dalle caravelle portoghesi: cosa sono e perché non sono (quasi mai) un rischio nel Mediterraneo

Non sono meduse, anche c’è una certa somiglianza. E soprattutto non sono innocue. Le caravelle portoghesi stanno tornando a comparire lungo le spiagge del sud degli Stati Uniti, dal Texas alla Florida, portate a riva da correnti e venti nelle acque del Golfo del Messico. A segnalarlo, tra gli altri, è il New York Post, citando report locali e osservazioni di meteorologi che negli ultimi giorni hanno documentato numerosi esemplari spiaggiati anche in Alabama. In alcune zone, come Pensacola Beach, i bagnini hanno issato bandiere rosse e viola per segnalare la presenza di organismi urticanti in acqua. “Non toccatele e non raccoglietele: la puntura è estremamente dolorosa”, è l’avviso diffuso ai bagnanti.

Non è una medusa: cos’è la caravella portoghese

Nonostante l’aspetto, un corpo galleggiante blu-violaceo e tentacoli lunghissimi, la caravella portoghese (Physalia physalis) non è una medusa ma un sifonoforo, cioè una colonia di organismi geneticamente identici che funzionano come un unico essere vivente. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ogni “parte” della caravella ha un compito specifico: galleggiare, catturare le prede, nutrirsi e riprodursi. I tentacoli, che possono arrivare anche a decine di metri, contengono cellule urticanti capaci di immobilizzare piccoli pesci e crostacei. Per l’uomo, nella maggior parte dei casi, non è letale. Ma il contatto può provocare dolore intenso, bruciore e lesioni cutanee evidenti, e, dettaglio importante, il veleno resta attivo anche dopo giorni dallo spiaggiamento.

Perché arrivano sulle spiagge

La presenza sulle coste americane non è anomala: la caravella vive in acque tropicali e subtropicali e viene trasportata passivamente dal vento, grazie alla sua “vela” naturale che sporge dalla superficie. Quando le condizioni cambiano, in particolare venti sostenuti e correnti favorevoli, può accumularsi lungo le coste, come sta accadendo in queste settimane lungo il Golfo. E nel Mediterraneo? Può comparire raramente, soprattutto nelle zone più occidentali (Spagna, occasionalmente Italia), ma si tratta di eventi sporadici legati a condizioni particolari. Nulla a che vedere con le presenze regolari registrate negli Stati Uniti o nei Caraibi.

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