La sua frequentazione piuttosto assidua di chat a pagamento, dove coltivare la sua passione per la “Bimbofication“, ha rischiato di mettere a rischio la sicurezza nazionale americana. Sì, perché l’appassionato di questa pratica feticista, che prevede una sorta di gioco di ruolo nel quale ci si traveste trasformandosi nell’archetipo “Bimbo” dove tutto, dal make up alle forme del corpo, è estremamente esagerato, è il marito di Kristi Noem, la ex segretaria alla Sicurezza Nazionale USA. Bryon Noem, 56 anni, si mostrava senza filtri e senza veli con indosso top creati per simulare enormi seni e con quelli, si intratteneva in conversazioni e scambi di selfie con le “sex workers” disponibili sul sito.
La notizia è stata resa pubblica dal Daily Mail e l’immediata reazione della moglie, colpita dallo scandalo, è stata quella di affidare al suo portavoce tutta la sua amarezza, dicendosi “distrutta” perché “colta di sorpresa” e invitando a rispettare la sua privacy e “pregare“.
Un duro colpo alla donna d’acciaio dell’amministrazione Trump, nota per la sua intolleranza verso tutto e tutti e per i suoi modi duri che, il 5 marzo scorso, è stata destituita dall’incarico che comprendeva anche la supervisione delle attività dell’Ice. Erano state le proteste e l’ondata di indignazione sollevate a seguito delle violenze avvenute a Minneapolis a portare Donald Trump a rimuovere la Noem dall’incarico per spedirla ad occuparsi di una mansione che pare creata ad hoc, ovvero quella di inviata speciale per lo Scudo delle Americhe.
Con un passato remoto da “miss” e uno più recente che l’ha vista definire il suo profilo tra intransigenza e una fermezza assoluta, le cronache avevano parlato di lei mentre si vantava di aver giustiziato personalmente il suo cucciolo di 14 mesi, Cricket, perché era un cane troppo indisciplinato e per questo rovinava le battute di caccia nello Stato del Sud Dakota. Li, dove vive, è stata anche governatrice, ultra conservatrice. Oggi, Lydia Love, modella dal seno prosperoso e volto disponibile in quelle stesse chat che vedevano la presenza del marito di Kristi Noem, ha parlato con il quotidiano The Times confermando di aver immediatamente riconosciuto il volto del marito dell’ex ministro e di essere stata pagata da lui per “parlare di sesso” sul sito Camsoda. Secondo le sue ricostruzioni, ci sarebbero state almeno quindici sessioni video tra i due che arrivavano a costare 25 dollari al minuto e il contatto sarebbe andato avanti per quasi due anni. “L’ultima volta che l’ho visto – ha detto al quotidiano britannico – è stato sei mesi fa e poi non l’ho più sentito”. Love, che sul sito è nota con un “nome d’arte”, ha anche raccontato di essere selezionata da chi vuole interfacciarsi con una figura femminile “molto dominante” e che il marito della Noem avrebbe avuto preferenze per ruoli di “sottomissione”. “Lui cercava di parlare in modo effeminato e voleva essere la star dello show”. L’uomo viene anche descritto come un cliente dalle grandi richieste, in cerca di continue conferme e che i seni giganteschi che amava indossare durante le chat porno erano qualcosa che lei non aveva mai visto prima. Il tema politico di questa notizia è legato principalmente alla questione della sicurezza del Paese per il ruolo ricoperto in quel momento da Kristi Noem, ministro in carica per l’amministrazione Trump.
Secondo gli esperti dell’Intelligence americana, infatti, l’esistenza di quelle foto la esponeva al rischio di essere ricattata. Il presidente Trump, interpellato sul caso, ha affermato di non saperne nulla: “E’ molto brutto – ha risposto ai giornalisti – ma non ne sapevo niente“. Quando era governatrice del Sud Dakota, Kristi Noem aveva anche firmato il Religion Freedom Restoration Act che sostiene ci sia una discriminazione sancita dalla legge nei confronti della persone “Queer”. La legge, tra l’altro, arrivava dopo una battaglia da lei fortemente sostenuta per limitare i diritti delle persone transgender, che comprendeva anche il divieto alla partecipazione alle attività sportive scolastiche. Il suo allontanamento dall’incarico alla sicurezza nazionale e’ arrivato anche a seguito delle indiscrezioni legate ad una sua relazione extraconiugale con un assistente, Corey Lewandowski e dopo essere stata accusata di aver speso 220 mila dollari per uno spot realizzato per promuovere le politiche immigratorie e di difesa dei confini di Donald Trump. Un video di un minuto costato più di quanto ogni budget potesse permettere e nel quale lei appariva vestita da cowboy in sella ad un cavallo con alle spalle Mount Rushmore, quello con i volti dei vecchi presidenti scolpiti nella roccia; ma nel suo caso, la storia la ricorderà più per la sua condotta che per il valore delle sue politiche.
Kristi Noem is asking for privacy during this difficult time and for thoughts and prayers for her husband Byron’s boobs. pic.twitter.com/jf4QdLwWkx
— Hoodlum ???????? (@NotHoodlum) April 1, 2026