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Incubo Bastoni: dopo le polemiche, il suo rosso condanna l’Italia all’eliminazione dal Mondiale

La simulazione in Inter-Juve, le critiche e i fischi. Oggi l'espulsione che diventa il simbolo del fallimento azzurro
Incubo Bastoni: dopo le polemiche, il suo rosso condanna l’Italia all’eliminazione dal Mondiale
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Dopo le polemiche che avevano seguito InterJuve, in molti avevano invocato la non convocazione di Alessandro Bastoni con la maglia della Nazionale italiana. Un mese e mezzo dopo, proprio Bastoni è il protagonista dell’intervento folle che ha compromesso la finale playoff persa contro la Bosnia. La sua espulsione è stata fatale e di fatto ha condannato l’Italia al fallimento totale: l’esclusione dal Mondiale per la terza edizione consecutiva.

Il 2026 diventa così l’anno nero di Bastoni. Il difensore dell’Inter, considerato da molti il migliore nel suo ruolo in Italia e finito di recente nelle mire del Barcellona, ha mostrato tutte le sue fragilità. La simulazione sul contatto di Kalulu in quel famigerato Inter-Juve ha scatenato critiche ingenerose ed eccessive. Bastoni ha poi chiesto scusa, ha ricevuto fischi in molti stadi e non è più riuscito a tornare sui suoi livelli, come per la verità non accadeva già da qualche tempo.

Un infortunio nel derby lo ha tenuto fermo proprio fino alla convocazione del ct Gattuso, che ha sempre difeso Bastoni. Il centrale 26enne è tornato titolare subito con l’Irlanda del Nord ed è stato schierato in mezzo alla difesa, in un ruolo non suo, anche nella finale decisiva contro la Bosnia. Al 41esimo del primo tempo, su una dormita colossale di tutta la squadra azzurra, ha scelto erroneamente di intervenire su Memic. Un fallo netto, da ultimo uomo: l’arbitro Turpin gli ha sventolato in faccia il cartellino rosso.

Usare Bastoni come alibi per il fallimento azzurro sarebbe una sciocchezza colossale. Ma l’errore di uno dei giocatori più forti dell’Italia è proprio il simbolo di una Nazionale debole nel suo complesso. Che ora ha bisogno, tra miliardi di problemi, anche di recuperare colui che era considerato una delle poche certezze.

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