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“Un focolaio senza precedenti, difficile da prevedere e ancora non del tutto sotto controllo”, cresce l’allarme in Gran Bretagna per la meningite B

I casi sono saliti a 27, rispetto ai 20 inizialmente registrati, e coinvolgono due università e quattro scuole superiori. Intanto nei campus del Kent sono tornate le mascherine e si registrano lunghe file per i vaccini
“Un focolaio senza precedenti, difficile da prevedere e ancora non del tutto sotto controllo”, cresce l’allarme in Gran Bretagna per la meningite B
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“Un focolaio senza precedenti, difficile da prevedere e ancora non del tutto sotto controllo”. È con queste parole che le autorità sanitarie britanniche descrivono l’ondata di meningite che ha colpito il sud dell’Regno Unito, concentrata nella contea del Kent. I casi sono saliti a 27, rispetto ai 20 inizialmente registrati, e coinvolgono due università e quattro scuole superiori. Il focolaio è riconducibile al meningococco B, un batterio che si trasmette attraverso il contatto ravvicinato, e che può provocare forme gravi di infezione. A perdere la vita sono stati due giovani studenti, uno di 21 anni e una ragazza di 18.

L’origine dei contagi è stata individuata nella città di Canterbury, dove diversi ragazzi avrebbero contratto l’infezione dopo aver frequentato il Club Chemistry, indicato come uno dei principali luoghi di diffusione. Da lì, il contagio si è esteso rapidamente tra ambienti scolastici e universitari, fino a far scattare l’allerta sanitaria nazionale.

Le autorità hanno attivato misure straordinarie: tutti i medici del servizio sanitario NHS sono ora tenuti a segnalare immediatamente eventuali sintomi sospetti. Una procedura non ordinaria, già utilizzata in passato per altri focolai infettivi, che punta a individuare tempestivamente nuovi casi.

Il ministro della Sanità Wes Streeting si è recato personalmente a Canterbury per rassicurare la popolazione, invitando chiunque abbia frequentato il locale o sia stato esposto al rischio a sottoporsi a terapia antibiotica preventiva e alla vaccinazione. La campagna vaccinale è stata estesa agli studenti delle università coinvolte — la Kent University e la Canterbury Christ Church University — e agli ultimi anni delle scuole superiori interessate.

Nonostante la risposta rapida del sistema sanitario, resta l’incertezza sull’evoluzione del focolaio. “È molto difficile sapere quale direzione prenderanno i contagi”, ha spiegato il responsabile scientifico dell’agenzia sanitaria britannica, sottolineando come si tratti di un evento “insolito” per dimensioni e diffusione. Tra le possibili cause, anche una minore esposizione ai batteri durante gli anni della pandemia, che potrebbe aver ridotto la naturale immunità tra i più giovani.

Intanto nei campus del Kent sono tornate le mascherine e si registrano lunghe file per i vaccini, mentre il sistema sanitario viene osservato con attenzione per testarne la capacità di risposta. Una sfida che riporta alla memoria le difficoltà vissute durante l’emergenza Covid, ma che oggi si gioca soprattutto sulla prevenzione e sulla rapidità di intervento.

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