L’ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi (FdI) arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso
Si era messo in contatto con un imprenditore che gli appartenenti alla Sacra Corona Unita volevano taglieggiare, organizzando l’incontro per il versamento del “pensiero”. Con questa accusa, pesantissima, martedì mattina, è stato arrestato Pietro Guadalupi, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi. Il 36enne, esponente di Fratelli d’Italia, deve rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso insieme ad altre tre persone, due arrestati e un’altra irreperibile.
Chi è Pietro Guadalupi
Guadalupi, dopo una prima candidatura nel 2010, sei anni più tardi era diventato a soli 25 anni presidente del Consiglio comunale, uno dei più giovani d’Italia. Dopo il tentativo, fallito, di conquistare un scranno alle Regionali nel 2020 supportando l’attuale commissario europeo Raffaele Fitto, del quale è luogotenente sul territorio brindisino, era stato in lizza per la candidatura a sindaco di Brindisi alle amministrative del 2023 con il centrodestra, ma a spuntarla era stato Giuseppe Marchionna, poi diventato primo cittadino. In una biografia dedicata alla pubblicazione di un suo libro, di diversi anni fa, Guadalupi viene definito anche “consulente e collaboratore presso il Parlamento europeo”.
Gli arrestati insieme all’uomo di FdI
Insieme all’enfant prodige del centrodestra locale sono finiti in carcere, su richiesta della pubblico ministero della Dda di Lecce Carmen Ruggiero, Adriano Vitale e Mauro Iaia. Entrambi in passato sono stati coinvolti in altre inchieste sull’influenza della Sacra Corona Unita nella frazione di Tuturano, roccaforte politica dell’ex presidente del Consiglio comunale. Vitale era finito anche in un’operazione anti-caporalato con l’accusa di aver sfruttato il lavoro di un gambiano, pagato 1,5 euro l’ora. Un quarto destinatario dell’ordinanza di arresto firmata dalla gip di Lecce Maria Francesca Mariano, residente a San Pietro Vernotico, risulta irreperibile.
Le accuse al gruppo
L’inchiesta della Squadra Mobile di Brindisi che coinvolge l’esponente di FdI è collegata a un’altra indagine della Dda di Lecce che nel 2025 colpì una figura storica della Scu, Salvatore Buccarella, indagato a piede libero in questo filone. All’epoca erano emersi contrasti tra giovani emergenti e la vecchia frangia dell’associazione mafiosa. A Guadalupi e agli altri colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare viene contestato di aver costretto un imprenditore edile a versare un “pensiero” – 500 euro – per alcune opere di manutenzione che stava effettuando nei canali agricoli della frazione alle porte di Brindisi, evocando – secondo gli inquirenti – il ruolo di Iaia quale referente della criminalità organizzata.
Il ruolo di Guadalupi: “Contattò la vittima”
Guadalupi – sempre stando all’inchiesta – avrebbe ricevuto l’ordine da parte di Iaia di mettersi in contatto con la vittima della presunta estorsione per ottenere il versamento: l’ex presidente del Consiglio comunale si sarebbe prestato, organizzando l’incontro con l’imprenditore ed essendo presente al momento al momento della riscossione. In questa modo, sostiene la Dda, avrebbe agevolato l’organizzazione. A Iaia – definito dalla Mobile appartenente alla frangia “tuturanese” della Scu diretta da Buccarella – e Vitale, come anche alla persona irreperibile, vengono contestate anche altre due richieste estorsive – una di 3mila euro, una di mille euro e l’imposizione di una tangente da 2,50 euro per ogni balla di paglia lavorata – in concorso con altre tre persone già arrestate nell’operazione del settembre dello scorso anno. Agli imprenditori sarebbe stato paventato “in maniera esplicita”, spiega la questura di Brindisi, l’incendio delle mezzi di lavoro se non si fossero adeguati alle richieste.