Raffaella Carrà, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera e tre anni fa anche dalla giornalista Adriana Panieri nel libro “Raffaella Carrà. La ragazza perfetta”, aveva un figlio adottivo segreto. L’uomo in questione è l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni, designato come unico erede. La Fondazione ha confermato la notizia: “L’adozione è finalizzata per proseguire le attività dell’artista”.
L’amico e collega di sempre Giancarlo Magalli, intercettato da Il Messaggero, ha dichiarato: “Il figlio segreto di Raffaella? Mai sentito nominare. Ho saputo del fatto come tutti, leggendo. E il mio telefono per tutto il pomeriggio non ha smesso di squillare. Non lo so, mi pare molto strano. Non le ho davvero mai sentito fare il suo nome”.
Il conduttore avanza anche qualche dubbio sul fatto che fosse un manager: “Se è così, non mi è stato mai presentato in questa veste. Di manager di Raffaella ne ho sempre e solo conosciuto uno, ovvero Angelo Perrone (figura storica legata al management e all’ufficio stampa di Carrà. Ha cominciato a collaborare con lei dall’età di 19 anni, ndr). Per tutti, al suo fianco, c’era solo lui. Raffaella l’ho sempre vista da sola o con Perrone. Anche quando l’ho incontrata al funerale di Gianni Boncompagni (nel 2017, ndr) lei era con lui. E non con questo Gian Luca”.
“Questa cosa dell’adozione poi è la cosa che mi stupisce di più – ha affermato – Perché adottare un figlio è un’impresa. Complicata, burocratica, costosa. E non ce la vedo, Raffaella. Non era tipo da imbarcarsi in questo genere di faccende». Non potrebbe aver sentito il bisogno di avere un erede? «E perché per erede doveva scegliersi proprio un ex impresario? Poi per carità, se ci sono le carte che lo provano va bene così. Ipoteticamente può averlo adottato. È tutto possibile”.
E infine: “Però si è sempre pensato che gli eredi fossero i figli di Renzo (Renzo Pelloni, morto a soli 56 anni, ndr), suo fratello. Raffaella gli voleva davvero molto bene, gli era affezionata. Tutti quanti noi che conosciamo Raffaella li abbiamo sempre considerati i suoi eredi legittimi. Si sono occupati loro anche della casa, quella di Roma. Una casa che proprio non si riesce a vendere a nessuno. Ma come ho già detto, sono quattro appartamenti tutti in fila… È come abitare su un Frecciarossa“.