Al Teatro Elfo Puccini in scena fino al 15 marzo “Mirandolina” di Marina Carr, ispirato a “La locandiera” di Carlo Goldoni. Al centro della scena una ragazza forte, perseguitata dai fantasmi del passato, che cerca di farsi spazio in un mondo maschile segnato dall’arroganza, la violenza e il sopruso.
Mirandolina prima scherza con gli uomini e poi li sbeffeggia toccandoli nelle corde più intime e vulnerabili. Gli stessi uomini che davanti a lei affermano sfrontati: “L’utero distrugge la pace della mente” e ancora “uscire da un utero con un utero non c’è niente di peggio” e infine “l’orgoglio ce l’hanno solo gli uomini”.
Marina Carr trasporta Mirandolina in un ristorante italiano di Dublino, evidenziando “come fascino, arguzia e resilienza rimangano strumenti indispensabili per le donne in una società ancora caratterizzata da pericoli e disuguaglianze”.
Ad interpretare la forte Mirandolina è la travolgente Gaja Masciale, circondata da altrettanti bravi colleghi per citarne alcuni Denis Fasolo, Massimo Scola e Riccardo Gamba. Poi arriva il “graffio” nella ripresa dello spettacolo – che dura 2:45 incluso intervallo – dello straordinario Giancarlo Previati, il bisnonno di Mirandolina, che strappa applausi calorosi al termine del suo lungo monologo che racconta la genesi della famiglia, proprietaria della Locanda.