Genova, ragazzo di 17 anni accoltellato in mezzo alla folla del sabato sera. Salis: “Serve cambio di passo dello Stato”
Un ragazzo di 17 anni è stato accoltellato più volte alla schiena la notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo in una delle zone della movida genovese, stradone Sant’Agostino. Il ragazzo è stato trasferito in codice rosso all’ospedale San Martino. A dare l’allarme alcuni passanti che hanno sentito il ragazzo chiedere aiuto.
Sul posto le volanti della questura hanno trovato il giovane, già in fase di soccorso, che presentava una ferita da arma da taglio alla schiena: il ragazzo è stato portato al policlinico San Martino in codice rosso, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Anzi, potrebbe essere dimesso già nelle prossime ore con una prognosi di 15 giorni. Intanto delle indagini per ricostruire l’accaduto si sta occupando la Squadra mobile della questura di Genova che ha acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza della zona per chiarire la dinamica della vicenda. Non è chiaro al momento se l’aggressione sia avvenuta dove il ragazzo ha chiesto aiuto o in una zona limitrofa: da ricostruire anche il contesto che potrebbe essere nato da una lite o da un tentativo di rapina.
L’accoltellamento è avvenuto in una zona dove c’erano tantissime persone, soprattutto molto giovani. Diversi i testimoni sentiti dagli agenti che hanno però dato versioni discordanti: anche la stessa vittima è riuscita a dare una sua versione ritenuta però dagli investigatori discordante, motivo per cui l’attenzione è stata rivolta alle telecamere di sorveglianza. Nei giorni scorsi nel capoluogo ligure un altro ragazzo, minorenne, era stato accoltellato sull’autobus da un coetaneo.
“Seguiamo con estrema attenzione, fin dalle prime ore di questa mattina, gli sviluppi relativi all’accoltellamento avvenuto nella notte in centro storico. Episodi di questa natura si stanno verificando con una frequenza allarmante. La Polizia Locale ha ulteriormente potenziato la propria azione, anche grazie al nuovo Piano per la sicurezza urbana in fase di attuazione in questi giorni. Tuttavia, è indispensabile un cambio di passo da parte dello Stato“, ha commentato la sindaca di Genova, Silvia Salis. “I Comuni non possono e non devono essere lasciati soli – prosegue la prima cittadina – Non servono solo risorse per la repressione. Le dinamiche di questi mesi evidenziano un disagio giovanile sempre più profondo, che coinvolge fasce d’età sempre più basse. Sono necessari interventi strutturati che uniscano educazione e prevenzione a un controllo capillare e al presidio costante di tutto il territorio”.