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Bufera sulle Paralimpiadi: non ci saranno i portabandiera alla cerimonia d’apertura. Il caso Russia e il caos organizzativo: “Lontananza dai campi di gara”

Scelta senza precedenti per l'evento previsto venerdì all'Arena di Verona: nove nazioni totali avevano annunciato il boicottaggio dopo la scelta dell'Ipc di ammettere russi e bielorussi con inno e bandiera
Bufera sulle Paralimpiadi: non ci saranno i portabandiera alla cerimonia d’apertura. Il caso Russia e il caos organizzativo: “Lontananza dai campi di gara”
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Niente sfilata dei portabandiera alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi in programma venerdì all’Arena di Verona: ha del clamoroso quanto comunicato dal Comitato Paralimpico Internazionale e soprattutto quasi senza precedenti. Solo a Mosca 1980, quando si sfilò senza bandiere, non ci furono. Nessun atleta farà così da portabandiera per il proprio Paese. Tra boicottaggi e defezioni, è questa la decisione dell’Ipc che spiega: “è solo per la lontananza dai campi delle gare del giorno dopo”. Di certo c’è che molte delle 56 nazioni avevano annunciato che non avrebbero sfilato dopo la decisione di riammettere con inno e bandiera gli atleti di Russia e Bielorussia. Al posto degli sportivi, spiega ancora l’Ipc, ci saranno dei volontari. “Come già previsto”, scrive l’Ipc. Ma in realtà di previsto in tutto ciò non c’era nulla: infatti il comitato internazionale ha poi precisato anche che in questi giorni sono state registrate delle immagini degli atleti portabandiera che andranno comunque in onda nella trasmissione televisiva della cerimonia.

I motivi principali sono due: il primo riguarda la lontananza degli atleti dai campi, visto che la cerimonia di apertura non si svolgerà a Milano – come per le Olimpiadi – con gli atleti tutti già presenti nei luoghi dove si sono poi svolte le rispettive gare, ma a Verona, a una distanza considerevole da Milano, Cortina e Tesero. E in secondo luogo è una diretta conseguenza della decisione su Russia e Bielorussia. Alle Paralimpiadi infatti gli atleti russi e bielorussi gareggeranno con bandiera e inno, come comunicato due settimane fa. Era dal 2014 che gli atleti in questione, in caso di partecipazione alle Olimpiadi, lo facevano sotto una bandiera neutrale.

Una decisione da parte del International Paralympic Committee (Ipc) che ha causato numerose reazioni da altri Paesi. Ben nove totali hanno infatti annunciato ufficialmente di voler boicottare la Cerimonia d’apertura: oltre all’Ucraina – la cui scelta sembrava ovviamente scontata – hanno annunciato l’assenza alla cerimonia anche Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca. Altri – come per esempio l’Italia – nonostante la scelta di non boicottare la cerimonia, si erano schierati contro questa decisione.

Alle Olimpiadi disputate a febbraio invece russi e bielorussi hanno partecipato come “Atleti Individuali Neutrali”. Una divergenza evidente tra le due manifestazioni, nonostante le dure proteste di Kiev, che aveva chiesto al governo italiano di bloccare la partecipazione. Il Comitato Paralimpico ha scelto una strada diversa rispetto al Cio, in un contesto in cui in ambito sportivo ancora non sono stati adottati provvedimenti contro Israele, i cui atleti continuano a partecipare alle gare, anche a Milano-Cortina, nonostante posizioni apertamente belliciste.

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