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Ultimo aggiornamento: 9:22 del 3 Marzo

Crosetto a Dubai, Travaglio a La7: “Caso tragicomico di dilettantismo e di bugie. Non abbiamo mai contato così poco”

“Per contare bisogna dire dei no agli alleati, altrimenti si viene trattati da sudditi”. L'affondo del direttore del Fatto
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“Quello di Crosetto è un caso tragicomico di un governo che ci aveva raccontato di essere decisivo come ponte fra l’America trumpiana e l’Europa. Talmente decisivo che Trump ci dà così per scontati da dimenticarsi che esistiamo e perfino di avvisarci“. Così il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, interviene a Otto e mezzo, su La7, sulla vicenda del ministro della Difesa Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai mentre nel fine settimana esplodeva l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran e la reazione di Teheran colpiva anche Paesi dell’area del Golfo, compresi gli Emirati Arabi Uniti.
A introdurre il tema è la conduttrice Lilli Gruber, che parla di una situazione “grottesca”: Crosetto si trova a Dubai, inizialmente parla di motivi istituzionali, poi corregge la versione, e anche l’audizione alla Camera viene giudicata dalla giornalista “piuttosto penosa”. La domanda è se il ministro non sia diventato il simbolo dell’inadeguatezza del governo Meloni in un passaggio così delicato.

Travaglio ironizza sul peso praticamente nullo dell’Italia nei rapporti con Washington, aggiungendo: “Il povero Crosetto è costretto ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare qualcosa che, se fosse capitato a un ministro grillino, avrebbe già portato all’impalamento mediatico. È un caso di dilettantismo e di bugie usate per inseguire quel dilettantismo, che resta ingiustificabile, e per nascondere il fatto che non abbiamo mai contato così poco. Perché per contare – conclude – bisogna anche saper dire dei no agli alleati. Se si è sudditi e non alleati, si viene trattati da sudditi: si avvertono gli altri, ma non gli italiani”.

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