“Ci sono tanti modi per ripagare della ingiusta sofferenza e dell’ingiusto obbligo di rinuncia che ha costretto Pucci a gettare la spugna, ci sono tanti modi per ripagarlo. Sta al conduttore trovarne uno per fare comunque risultare in qualche modo la presenza riparatoria da parte di Pucci“: a parlare così è il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Non è la prima volta che la seconda carica dello Stato si interessa alla ‘questione Pucci’ e ora, a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo 2026, torna a occuparsene: “Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti su Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno per sua scelta, e che ha deciso lui di non andare a seguito delle intollerabili accuse, minacce, aggressioni che gli sono state rivolte da chi lo accusava in sostanza di non essere di sinistra”. E ancora: “Capisco Pucci, capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva fargli un agguato nella serata di Sanremo, ma da parte del conduttore Conti mi aspetto qualcosa di più che dire ‘vabbè, pazienza, ha deciso lui’. Mi aspetto magari una sorpresa“.
“Faccia il Presidente del Senato e non il direttore artistico di Sanremo”
A stretto giro la replica di Alessandro Zan della segreteria nazionale del Pd: “La Russa interviene sul festival di Sanremo come se fosse una questione di Stato. Davvero questa è la priorità della seconda carica della Repubblica? Difendere un ‘comico’ che ha costruito la propria notorietà su battute omofobe e misogine e che ha deciso autonomamente di ritirarsi da Sanremo? La Russa pensi a fare il presidente del Senato, e non il direttore artistico di Sanremo”.