Durissimo scontro a Otto e mezzo (La7) tra il filosofo Massimo Cacciari e la giornalista di Libero Annalisa Terranova sulla riforma Nordio e sul referendum costituzionale per la separazione delle carriere, in programma il 22 e il 23 marzo.
Cacciari contesta la posizione di Terranova, secondo la quale esiste un problema di “supplenza della magistratura” per cui le procure finiscono per sostituire il ruolo del Parlamento: “Per favore, un minimo di onestà intellettuale da parte di chi sostiene la Meloni. Non mi si può venire a dire che il problema della supplenza esercitata dalla magistratura, questione culturale e politica molto delicata da trent’anni, viene risolta con la riforma Nordio. Non viene neanche avviata una soluzione con questa riforma, non c’entra assolutamente niente, non tocca assolutamente nulla da questo punto di vista”.
E aggiunge: “L’unica cosa che fa questa riforma è obiettivamente un indebolimento della parte togata rispetto alla parte politica in tutti gli organi che dirigeranno la magistratura. Quindi, abbiate un minimo di onestà intellettuale. Ma è possibile che debbano essere onesti intellettualmente soltanto i poveracci come me, che dicono le cose come stanno, e dall’altra parte si continuano a dire balle, balle su balle, su tutte le questioni? Dal lavoro, alla giustizia, alla scuola, all’occupazione… Ma basta, un minimo di onestà intellettuale, se no è impossibile la discussione”.
“Non è che sto qua a fare la portavoce di Meloni – ribatte Terranova – Io faccio questo lavoro da 35 anni e quindi ho visto bene quale è stata l’evoluzione di questo scontro tra magistratura e politica. Se vogliamo contrapporre i magistrati, che sono santi e aureolati, ai politici che non li possono criticare, io personalmente non ci sto a questo gioco”.
“Ma chi ha aureolato i magistrati? – replica Cacciari allargando le braccia in un moto di sconforto – Anzi, io, pur avendo molta stima e amicizia per tanti magistrati grandi e piccoli, addirittura ho sempre avuto una posizione critica nei loro confronti, perché non sono riusciti a reagire attivamente ai continui assalti che hanno subito da parte di un potere politico che non ha superato minimamente Tangentopoli. E infatti per 10mila aspetti ci siamo dentro ancora. Non è stata risolta assolutamente nessuna delle grandi questioni che Tangentopoli aveva affrontato. Da parte della magistratura c’è stato invece un atteggiamento di conservazione“.
Il filosofo cita la celebre frase del magistrato Francesco Saverio Borrelli, capo del “pool di Mani pulite”, (“Resistere, resistere, resistere, come su una irrinunciabile linea sul Piave”) e ribadisce: “Dopo Tangentopoli, la magistratura non ha prodotto nessun progetto di riforma autonoma e io sono sempre stato critico su questo. Dopodiché, come si fa a non leggere che da parte di tanti governi, non solo di questo, c’è stato il tentativo di subordinare alla politica la magistratura e il suo ruolo? Ma come si fa a negarlo, sono fatti evidenti, è 30 anni che va avanti questa storia e adesso siamo in una fase in cui è particolarmente violento questo attacco”.
E conclude: “Questa è una riformetta da ridere, però ha come messaggio e obiettivo quello di indebolire la magistratura. Basterebbe pensare al fatto che mentre i magistrati verranno sorteggiati tutti insieme, i politici se li sorteggiano in una lista che fanno loro. Basterebbe questo per spiegare che è una riforma che indebolisce la magistratura, viva Dio. Ma siamo onesti, sono dei fatti”.