Uno scenario di indagine univoco non è mai emerso dal mistero di Emanuela Orlandi. La vicenda della cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983 all’uscita dalla scuola di musica nella Basilica di Sant’Apollinare, è stata inquinata da teorie e depistaggi incredibilmente complessi. Ma pochi elementi certi ci sono. Il primo: alla 15enne fu fatta un’offerta di lavoro per conto di una ditta di cosmetici (il cui personale poi ha smentito questo genere di reclutamento), l’Avon. Ne abbiamo certezza perché fu lei stessa a dirlo a sua sorella Federica a cui telefonò quel giorno dalla scuola, prima di sparire nel nulla. Il secondo tassello certo: la ragazzina fu fermata, prima di entrare a scuola, quando scese dal bus, davanti al Senato da un uomo ben vestito, sulla trentina, munito di valigetta targata Avon. E infine: quell’uomo era a bordo di una Bmw di colore scuro che parcheggiò in malo modo sul marciapiede, davanti al Senato, tanto da essere notato da un vigile e un poliziotto in servizio, Alfredo Sambuco e Bruno Bosco, le cui testimonianze su questi fatti sono state all’epoca verbalizzate dalle forze dell’ordine e riprese dall’Ansa. In un altro lancio dell’agenzia di quei giorni, pubblicato in esclusiva da FqMagazine lo scorso marzo, i due dissero di aver visto quest’uomo prima e dopo l’uscita di Emanuela Orlandi da scuola.
La Bmw
E proprio per cercare di andare a fondo del mistero nel mistero della Bmw, più volte riemersa negli anni, ieri la commissione bicamerale di inchiesta Orlandi-Gregori ha convocato Dolores Brugnoli. La donna è stata convocata in quanto sul suo conto aveva reso dichiarazioni l’ex super testimone Sabina Minardi, ora deceduta, secondo cui “Brugnoli era una frequentatrice di ambienti vicini all’ex membro della banda della Magliana Renatino De Pedis. (…) La donna era stata individuata sul luogo del sequestro dall’ex agente dei servizi, Giulio Gangi, conoscente già delle famiglie Orlandi e Meneguzzi, anche lui defunto”. (fonte: Ansa).
Gangi, lo ricordiamo, frequentava la stessa località di villeggiatura della famiglia Orlandi e dei loro cugini, i Meneguzzi, e per questo si era subito offerto di dare una mano a ritrovare Emanuela sebbene fosse ancora agli inizi della sua carriera che si rivelerà poi tormentata. La donna ha sostenuto davanti alla commissione che le fu prestata una Bmw ma era “gialla” mentre qui inquirenti di allora sospettavano di una Bmw di colore scuro, verde tundra nella fattispecie. Secondo quanto riporta sempre l’Ansa, la Brugnoli “Non ha convinto la commissione. La donna in Commissione ha cercato spesso di evadere e liquidare le domande con molti “non ricordo” soprattutto in relazione alla famosa Bmw la cui presenza sul presunto luogo della scomparsa di Emanuela, cioè nelle vicinanze della scuola di musica in piazza Sant’Apollinare”. (Fonte: Ansa)
L’incontro alla Balduina
La Brugnoli è stata protagonista negli anni anche di un altro tassello di questo enigma, nella stessa estate del 1983 quando il giovane Gangi le si presentò davanti al residence Mallia dove alloggiava, in zona Balduina, come reso anche dall’agente stesso in un verbale della seconda inchiesta. Lo 007 aveva contattato la casa automobilistica Bmw per rintracciare tutte le auto di quel colore scuro immatricolate a Roma. Le sue ricerche, come ormai è noto, lo portarono in un’officina in zona Nomentana che aveva una Bmw scura in riparazione, con il vetro del finestrino del lato passeggero frantumato e da lì, su quelle tracce giunse al Mallia, come riporta il giornalista Fabrizio Peronaci sul Corriere. La Brugnoli ieri ha confermato questa vicenda e ha detto che “Gangi andò a dirle di presentarsi immediatamente al commissariato mentre secondo quanto risulta dagli atti, Gangi era andato a chiederle notizie sulla Bmw che lei stessa era andata a far riparare l’auto a causa di un finestrino rotto”. (fonte: Ansa). A dare indicazioni a Gangi fu in ogni caso il carrozziere dell’officina di cui sopra.
La Bmw nel parcheggio di Villa Borghese
La Bmw scura è stata al centro anche di una delle ultime audizioni della commissione, quella del giornalista e scrittore Antonio Parisi, lo scorso 20 gennaio. Fu lui, nel 1995, a ritrovare una BMW scura, abbandonata nel parcheggio di Villa Borghese a Roma. Parisi, ex segretario del Fronte Monarchico giovanile, dal 2020 Patriarcadella Chiesa Ortodossa in Italia, ha raccontato ai commissari che secondo le sue ricerche l’auto da lui ritrovata “coinciderebbe con quella di cui aveva parlato ai magistrati nel corso della seconda inchiesta della Procura di Roma Sabrina Minardi, ex amante di Renatino de Pedis e quindi chiamando in causa il presunto ruolo della Banda della Magliana nel caso”. (fonte: Ansa). Dal Lancio dell’Ansa si legge ancora che Parisi ha fornito alla commissione una sua documentazione da cui si evince che l’auto ritrovata sarebbe risultata anche di proprietà del noto faccendiere Flavio Carboni, indagato e poi assolto nel processo di primo grado sulla morte del “banchiere di Dio” Roberto Calvi.