L’orrore del conflitto israelo-palestinese arriva fino a Los Angeles dove l’Academy ha inserito La voce di Hind Rajab, tra i cinque candidati al premio Oscar come miglior film straniero. Un’opera, che dopo il suo impatto alla Mostra del Cinema di Venezia e il Gran Premio della Giuria, si presenta come uno dei candidati più potenti per la cerimonia del prossimo 15 marzo. Un’opera che non si limita a raccontare una storia, ma diventa un grido inarrestabile contro l’indifferenza e l’ignavia di fronte alla sofferenza quotidiana.
Presentato in Concorso a Venezia, il film di Kaouther ben Hania era stato accolto con una standing ovation di ben 24 minuti alla proiezione per il pubblico, a testimonianza di quanto la sua forza visiva e narrativa abbia colpito il pubblico e la critica. La storia di Hind Rajab, raccontata nel film, non è una semplice cronaca di guerra. È la testimonianza di una bambina di sei anni, innocente come ogni altro bambino che, nel silenzio della sua scuola materna, vede l’inferno scatenarsi sopra di sé.
È il 29 gennaio 2024 quando il suo quartiere di Gaza City è colpito dagli attacchi israeliani. Un’auto, con a bordo i familiari della piccola Hind, tenta di fuggire, ma viene intercettata dai carri armati, bersagliata da centinaia di pallottole. La piccola muore crivellata di colpi, mentre il suo corpo, senza vita, è lasciato in balia della guerra e dell’indifferenza internazionale. Non solo il corpo di Hind, ma anche la sua voce, che grida senza essere ascoltata. La cugina di Hind, disperata, chiama la Mezzaluna Rossa, ma i soccorsi non riescono ad arrivare Il dolore e la solitudine della sua morte vengono raccontati con una forza viscerale nel film, trasformando quella tragedia in un simbolo della sofferenza collettiva di Gaza.
Il film non è solo un atto di denuncia, ma un potente veicolo di emozione. È il racconto di una guerra che non fa distinzione tra innocenti e colpevoli, che non risparmia nessuno, nemmeno i più piccoli. La voce di Hind Rajab rappresenta un passaggio doloroso dal trauma alla memoria collettiva. La sua proiezione a Venezia ha scosso l’anima di chi l’ha visto, non solo per la crudezza delle immagini, ma per la sua capacità di restituire l’umanità dietro i numeri della guerra. Il suo inserimento tra le nomination degli Oscar nella categoria di miglior film internazionale testimonia come l’industria del cinema possa essere, in certi casi, la più alta forma di resistenza culturale. La voce di Hind Rajab è candidato insieme a ’agente segreto, Un semplice incidente, Sentimental Value e Sirât.