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Enzo Maresca dà l’addio al Chelsea: dopo i trionfi in Conference e al Mondiale per club, decisive le tensioni con la dirigenza

Un addio annunciato, causato da un dicembre complicato sul piano dei risultati (2 vittorie, 3 pareggi e 3 ko) e dalle dichiarazioni rilasciate dal tecnico dopo 2-0 sull’Everton: "Prima di questa gara ho trascorso le 48 ore peggiori alla guida di questa squadra"
Enzo Maresca dà l’addio al Chelsea: dopo i trionfi in Conference e al Mondiale per club, decisive le tensioni con la dirigenza
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I botti di Capodanno al Chelsea sono partiti con mezza giornata di ritardo: un comunicato diramato alle 12.15 orario di Londra ha infatti reso pubblica la separazione “di comune accordo” dei Blues da Enzo Maresca. Un addio annunciato, dopo settimane di tensioni e un dicembre complicato sul piano dei risultati (2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte), ma soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dal tecnico italiano il 13 dicembre a botta calda dopo il 2-0 sull’Everton (“prima di questa gara ho trascorso le quarantotto ore peggiori alla guida di questa squadra”). Parole che avevano come destinatari i dirigenti del club, in particolare il co-proprietario Behdad Eghbali. Maresca, 45 anni, era in carica dall’estate 2024 e si era legato al Chelsea fino al 2029. Nella sua prima stagione al timone dei Blues, ha riportato la squadra in Champions, ha vinto la Conference League e ha trionfato al mondiale per club. Successi che non solo hanno arricchito la bacheca, ma hanno portato nelle casse almeno 150 milioni di euro. Non solo: il lavoro di Maresca ha prodotto la valorizzazione di una rosa – la stima attuale, fonte Transfermarkt, è di 1,18 miliardi di euro – che vanta una media-età di 23,7 anni e ha dato un’impennata importante al settore commerciale, grazie al boom nel mercato statunitense. Un motivo di orgoglio per la proprietà a stelle e strisce dei Blues. Maresca, che ha abbandonato l’agenzia Wasserman e viene ora gestito da Jorge Mendes, saluta il Chelsea dopo 92 partite: il bilancio è di 55 vittorie, 16 pareggi e 21 sconfitte. La percentuale di successi è 59,8%, la settima migliore tra gli allenatori dei Blues in Premier League.

Il rapporto con la dirigenza ha iniziato a deteriorarsi dopo l’estate, ma, in realtà, Maresca ha sempre dovuto fare i conti con le frequenti intromissioni nel suo lavoro, in particolare sulla gestione dei giocatori e sul minutaggio concesso a una rosa consistente. L’allenatore italiano si è sempre opposto, trovando l’appoggio da parte dei calciatori: il primo a salutarlo, sui social, è stato lo spagnolo Cucurella. L’infortunio di Cole Palmer, il migliore della truppa – la valutazione del suo cartellino è di 120 milioni di euro -, ha complicato ulteriormente lo scenario. Decisivo nel mondiale americano, Palmer ha finora giocato appena 459 minuti, per un totale di 8 presenze. Il comunicato del Chelsea è un capolavoro di diplomazia: “Con obiettivi chiave ancora da raggiungere in quattro competizioni, tra cui la qualificazione alla Champions League, Enzo e il club ritengono che un cambiamento dia alla squadra rappresenti la migliore possibilità di rimettere in carreggiata la stagione”. Tutto questo alla vigilia della trasferta del 4 gennaio in casa Manchester City, club indicato nei rumors inglesi come prossima destinazione di Maresca dopo l’addio di Pep Guardiola.

Il Chelsea sarà guidato all’Etihad da un tecnico ad interim: potrebbe trattarsi dell’ex portiere argentino Willy Caballero. Nella rosa dei nomi del possibile erede di Maresca, spicca quello di Francesco Farioli, assoluto dominatore della scena in Portogallo: il Porto guida il campionato con 46 punti – 15 successi e 1 pareggio – ed è protagonista nelle coppe nazionali e internazionali. E’ stato il Telegraph a suggerire il nome di Farioli: questo giornale ha da sempre un rapporto privilegiato con la dirigenza Blues. Per strappare Farioli ai Dragoni bisogna però pagare una clausola di rescissione di 15 milioni e non va sottovalutato un altro aspetto: lasciare un programma ben avviato come quello del Porto, per imbarcarsi un’avventura in cui è già chiaro che bisognerà fare i conti con una dirigenza ingombrante, appare un rischio. Gli altri coach in pista sono Liam Rosenior (Strasburgo), Andoni Iraola (Bournemouth) e Oliver Glasner (Crystal Palace). Il prescelto avrà la soddisfazione di guidare un club di prestigio, ma anche lunatico e invadente. A Maresca sarebbe stata rimproverata anche la partecipazione al Festival di Trento della Gazzetta dello Sport, in cui rilasciò un’intervista: avrebbe fatto di testa sua, scrive il sito della BBC, senza chiedere il permesso al club.

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