Christian Persico, il 36enne accusato di aver ucciso la sua compagna Tina (Assunta) Sgarbini all’interno del suo appartamento a Montecorvino Rovella (Salerno), è stato portato in carcere a Fuorni. L’uomo aveva fatto perdere le sue tracce e aveva lasciato una lettera indirizzata alla madre: “Ho fatto una cavolata“, scriveva. Dopo ore di ricerche i carabinieri sono riusciti a rintracciare Persico nella serata di ieri in località San Pietro, poco lontano dall’abitazione della vittima. Il magistrato che ha disposto il fermo avrebbe trovato degli elementi significativi a suo carico. Da un primo esame sul corpo di Sgarbini, sembra che la donna sia stata strangolata. La salma si trova all’obitorio dell’ospedale di Eboli e nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia da parte del medico legale.
Persico e Sgarbini erano stati una coppia, ma sembra che la loro relazione fosse finita e lei lo avesse allontanato da casa. “Lei l’ha cacciato fuori secondo me perché non lavorava, si presentava a casa, faceva tutti i comodi suoi. Mia figlia a un certo momento dice ‘tu te ne devi andare da qua’ e l’avrebbe cacciato pure, purtroppo non si può tenere una persona che non serve in casa”, ha detto il padre di Tina, AntonioSgarbini, al Tg1. Al momento, l’ipotesi più accreditata è che il 36enne abbia strangolato la donna, forse per una lite legata alla fine della loro relazione. Le indagini sono ancora in corso per accertare l’accaduto e il movente.
“Mi è parso tranquillo e abbastanza lucido”, ha detto Michele Gallo, l’avvocato che difende Persico. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ho avuto un contatto fugace con lui prima dell’interrogatorio che si è tenuto nella tarda serata di ieri nella caserma dei carabinieri di Battipaglia. Oltre alle sue generalità, non ha reso altre dichiarazioni”, ha spiegato ancora. Riguardo invece alla notizia circolata sulla lettera lasciata alla madre, Gallo non si è sbilanciato: “Ho saputo che si parla di questo biglietto. Ma io non ne so nulla. Non ho alcuna certezza se esista o meno e sull’eventuale contenuto dello stesso”.
Il sindaco di Montecorvino Rovella, Martino D’Onofrio, ha commentato all’Ansa la morte di Sgarbini: “La nostra comunità è ancora sconvolta e attonita. Siamo tutti feriti e colpiti da quanto accaduto ieri”, ha detto il primo cittadino. “Erano entrambi molto conosciuti in paese. Non ci risultano denunce e neanche segnali di pericolo. E questo rende tutto più complesso perché è difficile poter intervenire quando non ci sono evidenti motivi di criticità”, ha raccontato D’Onofrio parlando della coppia. Al momento, non risultano testimonianze di litigi. Il sindaco ha poi parlato dei tre figli, avuti da una precedente relazione, che la donna ha lasciato: “Bisogna educare soprattutto i giovani al rispetto dell’altro. La nostra comunità è vicina alla famiglia e ai tre figli di Tina. Se necessario, ovviamente, predisporremo con l’Asl il massimo supporto psicologico. Mi sono già attivato in tal senso. Bisogna pensare a questi tre ragazzi che sono rimasti, da un momento all’altro, senza la mamma. I miei concittadini sono tutti frastornati e affranti per quanto accaduto. Una tragedia”.
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