Il mondo FQ

Morto l’astronauta Jim Lovell, il comandante dell’Apollo 13. Pronunciò la frase “Houston abbiamo un problema”

Nonostante l'esplosione di una bombola di ossigeno che impedì l'allunaggio, Lovell riuscì a riportare tutto l'equipaggio sulla terra
Morto l’astronauta Jim Lovell, il comandante dell’Apollo 13. Pronunciò la frase “Houston abbiamo un problema”
Icona dei commenti Commenti

Jim Lovell, l’astronauta americano comandante della missione Apollo 13 è morto all’età di 97 anni. Lo rende noto la Nasa . Soprannominato “Smilin” Jim per il suo sorriso, è stato nello spazio quattro volte con le missioni Gemini VII, Gemini XII, Apollo 8 e Apollo 13, ispirando generazioni di astronauti e non.

A renderlo famoso fu soprattutto la missione, disastrosa, Apollo 13 intrapresa, come comandante, insieme con il pilota del modulo di comando, John L. “Jack” Swigert, e con il pilota del modulo lunare Fred W. Haise. Nonostante l’esplosione di una bombola di ossigeno che impedì l’allunaggio, Lovell riuscì a riportare tutto l’equipaggio sulla terra. La missione è stata anche oggetto dell’omonimo film che vedeva Tom Hanks nei panni di Lovell. Da qui la celebre frase che regalò all’astronauta ancora più fama: “Houston, abbiamo un problema”. In realtà, come si può vedere dagli scambi ufficiali pubblicati dalla Nasa, Lovell non disse mai esattamente così. Il comandante rilanciò l’allarme già dato da Swigert che chiamò per primo il Controllo Missione. “Okay, Houston, abbiamo avuto un problema qui”, disse Swigert. “Qui Houston. Ripetete per favore”, rispose l’astronauta Jack R. Lousma. Quindi Lovell ripeté, dando maggiori informazioni: “Houston, abbiamo avuto un problema qui. Abbiamo avuto una Main B Bus Undervolt”.

Lovell però non partecipò solo a quella missione. “Come pilota dell’Apollo 8, Jim e i suoi compagni furono i primi a decollare su un Saturn V e a orbitare attorno alla Luna, dimostrando che l’allunaggio era alla nostra portata”, ha detto il numero uno ad interim della Nasa Sean Duffy. “Come comandante dell’Apollo 13, la sua calma forza sotto pressione contribuì a riportare l’equipaggio sulla Terra sano e salvo, dimostrando rapidità di pensiero e innovazione che avrebbero poi caratterizzato le future missioni della Nasa”, ha aggiunto Duffy.

La sua famiglia, in una nota, ne ricorda i traguardi ma soprattutto il ruolo di leader di famiglia. “Ci mancherà il suo ottimismo, il suo senso dell’umorismo e come ci faceva sentire”, affermano i familiari.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione