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Banda dei dossier, l’ex superpoliziotto Carmine Gallo ha risposto per oltre 7 ore alle domande degli inquirenti

Un’indagine che ha svelato, con 6 misure cautelari eseguite il 25 ottobre, una sfilza di presunti dossieraggi illegali, con informazioni prelevate da banche dati strategiche e che avrebbero condizionato anche settori dell’economia e della politica
Banda dei dossier, l’ex superpoliziotto Carmine Gallo ha risposto per oltre 7 ore alle domande degli inquirenti
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Ha parlato per oltre sette ore, ha mantenuto la promessa, “da servitore dello Stato che per 41 anni ha lavorato per le istituzioni”. L’ex superpoliziotto Carmine Gallo – arrestato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano – ha risposto alle domande degli inquirenti su quegli accessi abusivi, grazie anche a poliziotti e finanzieri a libro paga, contestati nell’inchiesta milanese sulle presunte cyber-spie del gruppo di Equalize. Gallo ha spiegato di non aver mai “concorso in alcuna violazione dei software che proteggono le informazioni riservate”. Gallo, che era amministratore della Equalize di Enrico Pazzali, il presidente di Fondazione Fiera che si è autosospeso, alla presenza dei difensori Antonella Augimeri e Paolo Simonetti, ha offerto un contributo per la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità, distinguendo i ruoli suo e delle altre persone coinvolte nell’inchiesta.

Un’indagine che ha svelato, con 6 misure cautelari eseguite il 25 ottobre, una sfilza di presunti dossieraggi illegali, con informazioni prelevate da banche dati strategiche e che avrebbero condizionato anche settori dell’economia e della politica. Oltre che sospetti rapporti con apparati di intelligence, anche stranieri, e proiezioni all’estero, come la “base” in Inghilterra e “la mano oscura che muoveva il sistema” di cui ha parlato anche uno degli arrestati, l’hacker Massimiliano Camponovo.

Il faccia a faccia tra Gallo, ai domiciliari da quasi due mesi, e il pm Francesco De Tommasi, titolare col collega Antonio Ardituro della Dna dell’inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Varese, si è tenuto in una caserma non lontano dal Palazzo di Giustizia milanese. E dopo il verbale riempito con le dichiarazioni dell’ex ispettore in pensione, che ha voluto chiarire il suo ruolo in tutte le condotte contestate, è toccato a Nunzio Samuele Calamucci, la “mente tecnologica” della presunta associazione per delinquere e anche lui ai domiciliari. Si è seduto di fronte agli inquirenti per un interrogatorio andato avanti fino a sera. Gli interrogatori erano stati chiesti dagli stessi Gallo e Calamucci, difesi entrambi dall’avvocata Antonella Augimeri. Già davanti al gip Fabrizio Filice i due avevano detto di voler chiarire e collaborare. “In 41 anni ho servito le istituzioni e anche adesso collaborerò”, aveva spiegato Gallo.

Intanto, si è ancora in attesa della fissazione dell’udienza per discutere, davanti al Tribunale del Riesame, l’appello della Procura, guidata da Marcello Viola, contro il rigetto da parte del gip di 13 richieste di carcere, tra le quali quelle per Gallo e Calamucci, e di tre istanze di arresti domiciliari, tra cui quella per Enrico Pazzali, il titolare della Equalize e anche lui indagato. E che si è autosospeso dalla presidenza della Fondazione Fiera Milano, dopo che è venuto fuori lo scandalo dei dossieraggi. In queste settimane gli inquirenti hanno sentito molte persone, tra indagati e testimoni, e altri interrogatori sono in programma anche per domani e per i prossimi giorni.

Oltre al lavoro di analisi sui dispositivi sequestrati e a quello sulle rogatorie verso l’estero, in particolare a Londra. Nel frattempo, sono in corso anche approfondimenti, con l’acquisizione di tabulati telefonici, su eventuali connessioni tra l’inchiesta sulla presunta violenza sessuale contestata a Leonardo Apache La Russa e ad un suo amico e le ricerche del gruppo di Equalize sul presidente del Senato e sui figli nel pomeriggio del 19 maggio 2023. Proprio quel giorno, infatti, la ragazza, che denunciò circa un mese dopo, si sarebbe risvegliata a casa La Russa senza ricordare nulla e convinta di aver subito abusi. Solo una coincidenza probabilmente, ma gli investigatori vogliono vederci chiaro, su questo come su molti altri scenari che le indagini hanno aperto.

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