Come dice Sanders, Trump ha vinto perché i dem hanno abbandonato i lavoratori. E non solo negli Usa
Come lucidamente sostenuto da Bernie Sanders, uno dei pochi leader democratici statunitensi che possano essere definiti di sinistra e che ovviamente non ha nulla in comune con la palude filosistema di Biden, Harris, Clinton e compagnia penosa, la vittoria di Donald Trump è dovuta soprattutto al fatto che il partito democratico ha abbandonato al suo destino la classe lavoratrice, in uno Stato che, come e più di altri ha visto moltiplicarsi i casi di povertà dovuti al funzionamento incontrastato del sistema capitalistico. Ovviamente Trump peggiorerà le cose, da questo come da altri punti di vista, ma intanto incassa una vittoria senza precedenti che gli consente di controllare senza limiti e ostacoli tutte le principali istituzioni statunitensi: Presidenza, entrambi i rami del Congresso e la Corte Suprema.
Il ragionamento vale ovviamente per i sostenitori e cloni italici di Harris & C. e cioè in primis il gruppo dirigente del Pd nostrano. L’altro tema, che è risultato a mio avviso estremamente pregiudizievole per la fallimentare presidenza Biden, è quello delle guerre: il cieco sostegno alla demenziale impresa ucraina, da un lato, e quello al genocidio in corso del popolo palestinese, dall’altro. L’ipocrisia dei democratici statunitensi è apparsa chiarissima a chiunque. Evidentemente molti hanno apprezzato l’intento dichiarato, che tuttavia non sappiamo se e come sarà realizzato effettivamente, da Trump di sganciarsi dal macello ucraino, che si sta rivelando un pozzo senza fondo per il contribuente statunitense oltre che, cosa ben più grave, per le giovani generazioni ucraine e russe, che pagano un tremendo contributo di sangue, mentre si sono astenuti pur di non dare il proprio voto a chi comunque ha appoggiato e continua ad appoggiare il governo israeliano nel suo criminale intento di cancellare un intero popolo dalla carta geografica e dalla storia.
E’ ovvio che l’idea di un Trump pacifista fa ridere i polli, ma costui, maestro della menzogna e della mistificazione com’è, è riuscito a vendere la sua immagine di pacifista pragmatico, quando in realtà prepara nuovi scenari bellici in Medio Oriente e in America Latina.
Anche questo secondo fattore riguarda da vicino la “sinistra” liberale in Italia, in Germania e altrove. E già si levano garrule voci che propongono il riarmo autonomo dell’Europa per far fronte a inesistenti minacce ed aggressioni russe. Venuto meno in buona misura il ruolo di faro dell’amministrazione di Washington, i guerrafondai europei e italiani, di destra o di “sinistra” (con in testa nomen omen Guerini & C.) sembrano intenzionati a sostituirlo… con quello di Vilnius o di altre capitali baltiche. Si determina quindi una situazione di estremo pericolo che dovrà vedere un rilancio del movimento contro la guerra per sganciare finalmente anche l’Italia e l’Europa dal treno dei folli sparato a velocità crescente verso il baratro della guerra mondiale.
Sarà peraltro necessario intensificare anche i movimenti di solidarietà con le vittime attuali e potenziali delle guerre, militari ed economiche, che Trump si accinge a sua volta a continuare e rilanciare, e cioè i popoli del Medio Oriente, a cominciare da quelli palestinese e libanese, e dell’America Latina, a cominciare da quelli cubano e venezolano. Ma anche da tale punto di vista sarà praticamente nullo, anzi negativo, il contributo della “sinistra” liberale, gruppo dirigente del Pd in testa, che resta irrimediabilmente subalterna ai principi di fondi dell’Occidente in irrimediabile declino e viene anzi lasciata in qualche caso, come quello ucraino, a guardia del bidone dal furbo Trump.
Il terzo tema di fondamentale importanza è quello della risposta da dare alle migrazioni, altro elemento portante della vittoria di Trump. Quest’ultima dimostra anche come non sia proponibile in alcun modo scimmiottare il modello securitario della destra, come pure Biden ha fatto in questi anni, ma sia invece necessario lanciare una sfida strategica basata sull’inclusione e la solidarietà coi migranti da un lato, e sull’iniziativa per cambiare le sempre peggiori condizioni di vita nei Paesi di provenienza, che costituiscono la vera molla di un fenomeno che non potrà essere contrastato coi muri, i centri di detenzione, magari all’estero e le altre diavolerie propagandistiche inventate dalla destra e dalla finta sinistra.
In conclusione la vittoria di Trump costituisce un fatto estremamente inquietante che spalanca le porte a un nuovo tipo di fascismo, che costituisce la risposta della parte peggiore dell’Occidente al suo declino che si va accelerando da tutti i punti di vista, mentre consegna il suo destino in mano a personaggi come Trump e il suo sponsor economico Musk. Ma sono espressione di tale declino anche le finte sinistre liberali che rappresentano la causa principale di questa destra oscena e disumana. Liberarsi degli uni e delle altre è quindi sempre più urgente se vogliamo dare un futuro all’Occidente e all’umanità nel suo complesso.