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Nella prima riunione pubblica sugli Ufo la Nasa ammette: “Fino al 5% degli avvistamenti ha caratteristiche anomale, rischi per la sicurezza nazionale”

La designazione ora si riferisce a "fenomeni anomali non identificati" per includere misteriosi incontri sottomarini e strani avvistamenti nelle parti più esterne dell'atmosfera del pianeta

Meno supponenza e dileggio sul tema e strumenti più rigorosi per capire definitivamente cosa sono gli oggetti volanti non identificati nei cieli della Terra. Il gruppo di scienziati della NASA composto da 16 membri, formatosi lo scorso anno, ha presentato i primi risultati mercoledì nella sua prima riunione pubblica in diretta streaming. Daniel Evans, vice amministratore associato del gruppo ha affermato che non ci sono prove convincenti che i rapporti sugli UFO abbiano qualcosa a che fare con gli alieni. Sebbene le origini extraterrestri non vengano escluse, il gruppo indipendente è stato convocato per affrontare più ampie preoccupazioni di sicurezza nazionale: “Potrebbero esserci rischi molto seri per lo spazio aereo statunitense a causa del fatto che non sappiamo necessariamente cosa c’è nei nostri cieli in un dato momento”, ha spiegato Evans. Lo scienziato ha sottolineato che la definizione di UAP, come vengono chiamati oggetti insoliti in cielo nel gergo governativo, è stata recentemente ampliata: invece di coprire solo “fenomeni aerei non identificati”, la designazione ora si riferisce a “fenomeni anomali non identificati” per includere misteriosi incontri sottomarini e strani avvistamenti nelle parti più esterne dell’atmosfera del pianeta, una regione nota come “vicino allo Spazio”.

La NBC riporta le parole di Sean Kirkpatrick, direttore dell’Ufficio per la risoluzione delle anomalie di tutti i domini del Dipartimento della Difesa, che ha spiegato come la maggior parte delle segnalazioni di fenomeni aerei non identificati ha spiegazioni “banali”. Dal 1996, ha affermato, il suo ufficio ha ricevuto più di 800 segnalazioni di oggetti volanti non identificati, ma solo una stima che va dal 2% al 5% dimostra “caratteristiche anomale” che richiedono ulteriori analisi. “Al momento non abbiamo dati espliciti che suggeriscano l’esistenza di un collegamento tra i fenomeni anomali non identificati e la vita aliena” ha spiegato un altro membro del team, l’astrofisico David Grinspoon. “Tante persone sono convinte dell’esistenza degli Ufo mentre altre trovano l’argomento ridicolo”, ha spiegato lo scienziato condannando le pressioni, le offese e le molestie psicologiche che i membri del team hanno subito durante questo anno di lavoro.

La parola d’ordine della Nasa è “trasparenza”, tanto che la prima esposizione pubblica del gruppo di lavoro è stata visibile, e lo sarà anche la prossima conferenza prevista in estate, al pubblico che potrà anche porre questioni. L’obiettivo è quello di togliere le “stigmate” che l’argomento ha tra gli scettici che contrastano a priori l’indagine. Un altro obiettivo è quello di raccogliere con strumenti specifici e ben calibrati i dati osservati soprattutto da velivoli militari. A tal proposito Mike Gold, ex funzionario Nasa e membro del gruppo di esperti, ha suggerito la possibilità di creare un ufficio apposito sulla questione. L’astrofisico Grinspoon ha chiosato: “Se la Nasa applicherà allo studio dei fenomeni anomali non identificati lo stesso rigore metodologico che applica allo studio di una possibile vita extraterrestre, allora saremo in grado di imparare qualcosa di nuovo e interessante, qualunque sia la spiegazione finale”.