Mi si nota di più se non vengo o se vengo e non faccio proiettare il film? Pedro Henrique, giovane regista portoghese ha inscenato una “protesta” davvero curiosa durante il 40esimo Torino Film Festival. Martedì 29 novembre alle 14 nella sala 2 del cinema Massimo si sarebbe dovuto proiettare il suo lungometraggio, Fragil, sorta di viaggio tra le strade di Lisbona del protagonista Miguel ossessionato dal divertimento notturno nei club. Henrique, che è anche un dj, che è membro di un collettivo che si batte contro la gentrificazione e la privatizzazione degli spazi pubblici di Lisbona, è così arrivato a Torino ad accompagnare il film e come di consueto è salito sul palco per presentare Fragil. Tempo qualche istante e invece di parlare del film si è lanciato in una intemerata violenta contro i festival di cinema. Non solo quello di Torino, ma proprio l’idea e il concetto di “festival” in sé, in quanto finanziati con soldi pubblici utili soltanto a chi li organizza e non ai film proiettati. Materia di un grande e necessario dibattito, peraltro, ma in quel momento la situazione è degenerata con il coordinatore del programma, Luca Andreotti che ha chiesto ad Henrique se infine il film sarebbe stato proiettato, ma il portoghese ha risposto picche. Insomma, tutti a casa, o da Ghigo a prendere un bicerin. Così mentre gli spettatori non proprio felici (si vede che non hanno vissuto gli anni settanta…) sono usciti dalla sala ecco Henrique sul palco a leggere brani di un libro seguito da una ventina di affezionati rimasti in sala nonostante il caos. La maschera ha infine accompagnato all’uscio Henrique che una volta uscito davanti al Massimo si è messo a vendere i dvd del film a 1 euro. Gesto peraltro non del tutto in contraddizione con le parole espresse in quanto i produttori dei film non guadagnano alcunché dalle proiezioni festivaliere. Ecco infine la risposta del direttore del TFF, Steve Della Casa: “Dadaismo fuori tempo massimo”. Le proiezioni di Fragil sono così state cancellate, ma come dire, già si sapeva che Henrique avrebbe combinato qualcosa perché a maggio scorso durante il festival Indilisboa, il regista aveva inscenato una protesta molto simile. Dal sito del festival lusitano scopriamo anche quello che Henrique ha affermato per l’occasione ricordando gli sforzi economici per fare film che derivano spesso da lavori sottopagati o investimenti senza possibili rientri: “Il fatto che molti amici si uniscano per fare un film è molto bello, ma va evidenziato che sono le istituzioni stesse, come i festival cinematografici o l’ICA (l’istituto pubblico statale che sorregge il sistema produttivo nazionale ndr), a sfruttare poi questo lavoro mai pagato per ottenere riconoscimento e valore. Senza i nostri film, i festival non sono niente. Senza i nostri film, l’ICA non è niente”. Per la cronaca all’Indilisboa Fragil è stato comunque proiettato.

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