Si conclude il 20 agosto per la Grecia il programma di sorveglianza rafforzata della Commissione europea, operativo da dodici anni per vigilare sulle riforme adottate dopo il piano di salvataggio” da parte dei creditori internazionali. Il premier conservatore Kyiriakos Mitsotakis ha parlato di ”giornata storica” e ha ricordato che per la Grecia il percorso è stato “doloroso” a causa di una serie di obblighi tra cui tasse “insopportabili” e tagli ai servizi pubblici, oltre all’isolamento del Paese in Europa. Mitsotakis ha aggiunto che il severo programma ha generato anche una maggiore ”divisione” all’interno della società, molto critica verso le misure imposte da Bruxelles. Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni, ha riconosciuto che “la Grecia chiude oggi un capitolo difficile della sua lunga e orgogliosa storia” grazie ai “sacrifici e alla resilienza del suo popolo e alla determinazione delle autorità”.”La nostra forte risposta collettiva alla pandemia”, ha detto, “ha indicato che l’Europa ha imparato la lezione. Dobbiamo mostrare il stessa solidarietà e unità mentre navighiamo nelle acque agitate in cui stanno entrando le nostre economie”.

Molto più neutro il messaggio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che su Twitter ha scritto: “Grazie alla determinazione e alla resilienza della Grecia e dei suoi cittadini, il Paese può ora chiudere questo capitolo e guardare con fiducia al futuro”. Nel 2019 il suo predecessore Jean-Claude Juncker aveva invece fatto mea culpa sulla gestione della crisi arrivando a dire che “l’austerità fu avventata”.

Il paese “emerge da quattro anni di sorveglianza rafforzata che ha rispettato con successo” per la maggior parte degli impegni politici assunti, ha fatto il punto Gentiloni. La Grecia, secondo il commissario, “ha attuato efficacemente le riforme chiave per rafforzare la sua economia e le finanze pubbliche”. I risultati, afferma Gentiloni, “sono ancora più lodevoli, dato che questo periodo è stato segnato da due gravi shock esterni: la pandemia di Covid-19 e l’invasione russa dell’Ucraina”. La crisi del debito sovrano, che ha definito i primi anni della scorsa decade, “è stata una ‘ripida curva di apprendimento’ per l’Unione”, ha aggiunto l’ex premier italiano.

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