C’è il “partito della follia” ma anche quello dei “poeti d’Azione“. Sono 70 i simboli presentati fino a questo momento al Viminale per le elezioni del 25 settembre. Ai 55 già depositati ieri si sommano i 25 del sabato, mentre il termine ultimo è fissato in domenica 14 agosto alle ore 16. Tra i simboli presentati finora, al numero 70, quello che il suo stesso depositante, Pierluca Dal Canto, ha definito “il più brutto simbolo” di questa elezione: una serie di scritte nere su fondo bianco, tra le quali spiccano “no alla cassa forense”, “no cavie”, “no carta digitale”, “no moneta elettronica”. Un contrassegno studiato apposta per concorrere al premio di più brutto. Il nome del “partito” è Movimento per l’instaurazione del socialismo scientifico cristiano – No cassa forense.

Tra i simboli dei partiti principali, invece, Giuseppe Conte ha depositato personalmente quello del Movimento 5 Stelle. Il simbolo è quello noto, la scritta ‘Movimento‘ con le cinque stelle disegnate. “Avete visto che bel rosso cuore? Invece il coraggio ce lo mettiamo noi”, ha detto Conte affiggendo lui stesso il simbolo in bacheca. Nel logo, come anticipato, non c’è il nome dell’ex premier. Alla domanda sul dove il leader dei 5 stelle si candiderà, se alla Camera o al Senato, Conte ha risposto: “Vi faremo sapere a breve”. Il simbolo ricopre quindi la postazione 74 in bacheca.

Negli ultimi minuti sono arrivati anche i simboli di Quarto polo, Unione sudamericana emigrati italiani, che si presenta solo in America meridionale, Partito Federalista italiano, Alleanza Verdi e Sinistra, declinato in tre lingue, Più eco, Italia II civiltà scienza bellezza, Valore liberale. E poi anche quello di Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni ha ignorato le richieste di Liliana Segre e del Pd e ha lasciato la tradizionale fiamma tricolore nel logo del suo partito, mentre in alto è visibile il suo nome. E se Lega e Forza Italia avevano scelto venerdì per depositare i propri loghi, oggi un dirigente Fdi ha presentato il simbolo unico del centrodestra per le circoscrizioni estere. Il contrassegno unitario, presentato oggi al Viminale da un dirigente FdI, è lo stesso del 2018 con in fila i nomi dei tre leader – Salvini sulla striscia verde, Berlusconi in blu su sfondo bianco, Meloni su quella rossa – e in basso i simboli di Lega, Fdi e Forza Italia.

Enrico Letta, poi, aveva annunciato l’intenzione di voler depositare domenica il simbolo del Pd. E invece i dem hanno depositato il proprio logo nel tardo pomeriggio: il contrassegno è quello classico, ovvero la sigla del partito, con il ramo d’ulivo, e in basso la scritta ‘Italia democratica e progressista. Il simbolo in bacheca del Pd finisce al numero 75, subito dopo quello dei 5 stelle.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Elezioni, smettiamola di farci prendere in giro da questi venditori

next
Articolo Successivo

Reddito di cittadinanza? Da ‘riformare’ non ‘sostituire’: tutte le differenze tra il programma della Lega e quello del centrodestra. E il ‘sostegno all’Ucraina’ sparisce

next