“La sinistra imbarca la Cucchi e l’ivoriano“. Con questo titolo Libero, a pagina 4, presenta i nomi noti inseriti nelle liste per le prossime elezioni del 25 settembre. L’attenzione del quotidiano sembra però essere tutta per i candidati di Sinistra Italiana/Verdi, ma è il titolo a far discutere. Perché “l’ivoriano” è in realtà Aboubakar Soumahoro, cittadino italo-ivoriano (in Italia dal 1999) che da anni si batte come sindacalista per i diritti dei lavoratori sfruttati, in particolare nella filiera agricola, con una lunga carriera di lotta al caporalato.

È lui stesso, per primo, a rispondere a quel titolo, a quell’etichetta (“l’ivoriano”), con la quale il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti lo ha presentato ai suoi lettori: “Gentile Direttore Dott. Alessandro Sallusti, mi chiamo Aboubakar Soumahoro (e non “l’ivoriano” come mi chiamate nel vostro articolo) e sono felicemente un italiano di origine ivoriana, laureato in sociologia, che lotta da 20 anni per i diritti civili e per i diritti sociali di tutte e tutti, senza distinzione – ha scritto sul suo profilo Facebook – Sono un attivista socio-sindacale che ha deciso di mettere la propria esistenza al servizio della vita delle persone, per essere uno strumento di lotta per la giustizia sociale ed ambientale, perché ho l’intima convinzione che ogni essere umano (indipendentemente dal colore della pelle, dalla provenienza geografica, dall’orientamento sessuale e dal credo religioso) debba avere l’opportunità di ambire alla felicità e all’accesso a cibo e beni materiali necessari per il corpo, alla cultura e all’educazione indispensabili all’anima e alla libertà e della dignità vitali per lo spirito. Da attivista socio-sindacale, lotto con determinazione per i diritti civili perché ho la profonda convinzione che l’ingiustizia del razzismo e della stigmatizzazione (che discrimina la singolarità degli esseri umani, erroneamente e ingenerosamente chiamati “diversi”) debba essere combattuta perché nessuna persona può essere considerata inferiore in base al colore della pelle, della provenienza geografica, della classe sociale, dell’orientamento sessuale o per la sua fede. Nella certezza che Lei condivida questi ideali e principi fondanti della nostra umanità nonché della nostra Carta costituzionale, Le invio, Gentile Direttore di Libero, Dottore Alessandro Sallusti, le espressioni della mia sincera considerazione”.

Alla replica diplomatica di Soumahoro segue quella invece più dura del segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che parla di atteggiamento da “Alabama degli Ani 30”: “Oggi leggo sul quotidiano Libero questo titolo, ‘La sinistra imbarca la Cucchi e l’ivoriano’. Capisco il livello a cui è abituato il giornalismo della destra di questo Paese, tuttavia ci sono dei limiti elementari di civiltà, buongusto e rispetto che non dovrebbero mai essere superati – ha dichiarato – Vorrei ricordare a Sallusti e a Senaldi che ‘l’ivoriano’ ha un nome e un cognome, Aboubakar Soumahoro. E che non siamo, per fortuna, nell’Alabama degli anni ’30 o nel Sudafrica dell’apartheid, anche se evidentemente loro ne hanno tanta, tanta nostalgia”.

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